Conto di base, ancora pochi gli italiani che aprono il conto corrente a costo zero

Secondo le recenti indagini del Corriere della Sera e di Altroconsumo, solamente 1 cliente su 100 ha richiesto l’apertura del famoso “conto di base“, il conto corrente a costo zero resi obbligatori dal decreto Salva Italia per i pensionati e consumatori in generale che devono percepire uno stipendio o pensione superiore ai 1.500 euro. I conti base però sono piuttosto incompleti, e non possono abbinare conti deposito o carte di credito, perciò gli italiani sembrano poco interessati ad aprirne uno. Scopri i vantaggi e svantaggi del conto base.

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Il conto base è stato progettato con l’obiettivo di favorire l’inclusione finanziaria di coloro che non erano in possesso ancora di un conto corrente per l’accredito dello stipendio o pensione.

Ma pare che finora non abbiano avuto molto successo. Stando a quando documenta il Corriere della Sera, soltanto 1 cliente su 100 ha richiesto l’apertura di un conto corrente di base.

I conti base hanno come target principale i pensionati, la cui mensilità superi i 1.500 euro. Visto l’obbligo di aprire un conto corrente per la percezione della pensione, il Governo aveva previsto per queste persone la possibilità di accedere a conti speciali, a costo zero o comunque molto ridotto.

Tuttavia, questi conti di base hanno un’operatività molto limitata: non prevedono l’apertura di un conto deposito o l’emissione di un libretto degli assegni o carte di credito. Non sono abbinabili inoltre, fidi né portafoglio titoli.

Per questi motivi, la maggior parte dei pensionati italiani che non erano titolari al momento di un conto, evidentemente ha scelto di aprire un conto corrente tradizionale, magari uno senza spese o che non preveda il pagamento dell’imposta di bollo.

Sopratutto considerando che i conti base prevedono dei costi di gestione che, secondo i risultati dell’indagine del Corriere e quella di Altroconsumo sulle principali banche, sarebbero più elevati di quanto si credeva.

In particolare, il Corriere della Sera documenta che, in alcuni istituti, si può pagare fino a 72 euro annui; stando a quanto denuncia Altroconsumo, nelle banche più piccole i costi potrebbero raggiungere i 90 euro all’anno.

La verità – ha dichiarato Paolo Martinello, Presidente di Altroconsumo – è che i costi sono ancora elevati e gli istituti di credito offrono di tutto tranne il conto base. Il conto base non esiste neppure sui siti, per trovarlo bisogna fare tanti clic e recuperare le informazioni dai fogli informativi. Se non lo si conosce, non lo si chiede. È un fantasma. Occorre un intervento più deciso della Banca d’Italia”.

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