Conto corrente e mutuo: è indispensabile il conto per comprare casa?

In molti si chiedono se per accendere un mutuo è indispensabile aprire anche un conto corrente. Tuttavia, il Decreto Salva Italia del 2011 è molto chiaro, considerando “pratica scorretta” quando una banca o istituto di credito richieda l’apertura di un conto corrente presso il medesimo istituto come requisito per l’accensione di un mutuo. Tuttavia, può essere utile aprirne uno, per evitare costi accessori al momento di pagare le rate.

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Secondo il decreto Salva Italia, «È considerata scorretta la pratica commerciale di una banca, di un istituto di credito o di un intermediario finanziario che, ai fini della stipula di un contratto di mutuo, obbliga il cliente alla sottoscrizione di una polizza assicurativa erogata dalla medesima banca, istituto o intermediario ovvero all’apertura di un conto corrente presso la medesima banca, istituto o intermediario».

Questa situazione però accade speso, come segnala Fabio Picciolini dell’associazione Adiconsumum «Purtroppo molti istituti lasciano credere che sia così, costringendo il mutuatario a diventare a tutti gli effetti anche un correntista».

Tuttavia, chi ha un conto corrente presso una banca e vuole stipulare un contratto di mutuo con un’altra, non ha bisogno di aprire un nuovo conto, purché ogni mese si ricordi di disporre un bonifico per pagare la rata del mutuo.

Certo che, se il conto corrente del cliente non prevede bonifici illimitati gratuiti (come nel caso dei conti online), allora dovrà aggiungere alla spesa annua del mutuo altri 60 euro circa, ovvero il prezzo di disporre un bonifico al mese allo sportello (costo medio 4 euro).

Esiste però un’altra norma che può essere d’utilità a chi desidera aprire un conto corrente presso una banca diversa a quella dove si è correntista.

A partire da giugno 2011, gli istituti di credito che propongono l’apertura di un conto corrente come requisito per l’accensione del mutuo sono obbligati a inserire questo costo nel TAEG, ovvero il Tasso Annuo Effettivo Globale che contempla oltre agli interessi tutti gli oneri accessori legati al prestito.

Anche per le spese di incasso rata è valida questa norma: devono essere incluse nel TAEG, altrimenti il mutuatario starebbe pagando una commissione per pagare la rata. Inserendo questa “spesa” nel Taeg l’aspirante mutuatario potrà conoscere, prima di firmare, il costo reale del mutuo e potrà confrontarlo con quello offerto da altre banche che da tempo hanno eliminato questa spesa inutile.

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