Conto corrente condominiale, anagrafe illimitata

Il Garante per la privacy ha risposto ad alcune domande di Confedilizia e alcuni singoli cittadini riguardanti la Legge n° 220 del 2012, che ha modificato la disciplina del condominio. In particolare, il Garante ha ribadito che i condomini hanno accesso al conto corrente condominiale senza omissis, non dovendo fornire prove documentali delle informazioni rese all'amministratore per la tenuta del registro di anagrafe condominiale.

Conto corrente condominiale, anagrafe illimitata

Il condomino non deve fornire prove documentali delle informazioni rese all’amministratore per la tenuta del registro di anagrafe condominiale. Può invece chiedere all’amministratore copia integrale, senza oscuramenti, degli atti e dei documenti bancari del conto corrente condominiale.

Queste le spiegazioni fornite dal Garante per la privacy in risposta ad alcuni quesiti posti da Confedilizia e da singoli cittadini sulle novità introdotte dalla Legge n. 220 del 2012, riguardanti la riforma del condominio, alla luce delle modifiche apportate con il decreto Destinazione Italia (n. 145 del 2013). Le risposte dal Garante si possono leggere nella newsletter 387 del 23 aprile 2014.

L’Autorità ha sottolineato, innanzitutto, che l’amministratore può trattare solo informazioni pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità da perseguire.

Così,  l’amministratore può acquisire le informazioni che permettono di identificare e contattare i singoli condomini – siano essi proprietari, usufruttuari, conduttori o comodatari – ovvero le generalità comprensive di codice fiscale, residenza o domicilio.

Ha la facoltà, inoltre, di chiedere i dati catastali: la sezione urbana, il foglio, la particella, il subalterno e il comune. Non è autorizzato a chiedere invece copia della documentazione, come, ad esempio, l’atto di compravendita in cui sono riportati i dati. Un’eccezione potrebbe essere la consegna del rogito da parte di chi ha ceduto un alloggio.

L’anagrafe condominiale, d’altronde, deve essere aggiornata costantemente e gli interessati sono tenuti a comunicare all’amministratore per iscritto ogni modifica entro 60 giorni. In mancanza di tale comunicazione, l’amministratore può provvedere autonomamente ad acquisire le informazioni con addebito dei costi a carico dei responsabili.

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