Conti Online per risparmiare davvero: i segreti

Stando a un recente studio pubblicato dal Corriere Economia, il conto online costa un decimo di quello tradizionale. Confrontare conti correnti è lo strumento più valido per scegliere il prodotto più vantaggioso, ma ci sono alcuni aspetti da considerare per non cadere in alcune trappole che rialzano i costi. Ecco i segreti dei conti online per risparmiare davvero

Il conto online costa un decimo di quello tradizionale

Un’analisi dell’Osservatorio Finanziario-Of ha consentito al Corriere Economia farsi due conti riguardo l’economicità dei conti correnti online, arrivando poi a una conclusione principale: i conti online costano un decimo di quelli tradizionali.

Confrontare i conti correnti, si legge nel giornale, è diventata un’operazione più difficile di prima, perché sono più numerosi e modulari adesso i pacchetti offerti dalle banche. Ecco perché SosTariffe.it ha rinnovato qualche mese fa il proprio comparatore di conti correnti, per consentire una comparazione tra proposte più accurata e trasparente.
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Scegliere il conto corrente migliore attraverso il confronto è però il cammino da seguire per chi vuole risparmiare. Secondo l’Osservatorio, una famiglia con operatività media (228 operazioni l’anno, secondo Bankitalia), spende 10 euro all’anno con un conto online, mentre che con una banca tradizionale la spesa annua raggiunge i 131 euro.

Basta pensare al prezzo del bonifico, che in media costa 8 centesimi con le banche online (ma è anche gratuito in molti casi), e che invece al classico sportello si paga mediamente 4,40 euro.

Il divario fra prezzi si spiega nei minori costi fissi di personali e sportelli che devono affrontare gli istituti di credito che operano solo sul web.

Ma attenzione perché non si rischia in sicurezza: la solidità patrimoniale delle banche online è maggiore di quella degli istituti tradizionali, anche perché non concedono prestiti e quindi sono sicure e convenienti.

Quanto costano i conti online?

Stando alla classifica stilata dall’Osservatorio finanziario per Corriere Economia in base al costo effettivo del conto, e prendendo in considerazione 13 istituti online, si spende in media 17 euro all’anno.

La forbice però è ampia: si va da 83 centesimi ai 58 euro all’anno.

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Perché il divario? Il segreto sta nei costi delle operazioni, ovvero bonifici, prelievi, eventuali canoni per carte di credito e altre funzionalità. In ogni caso però le banche online battono sempre quelle tradizionali: in media per un prelievo al bancomat si spendono 42 centesimi, mentre con i classici istituti si parla di 1,85 euro.

La carta di credito, se voluta, costa meno di 9 euro all’anno con un istituto web, mentre la consueta banca ci chiede 30 euro.

Avere una carta bancomat con una banca online non ci costa più di 85 centesimi di media, mentre un classico istituto si fa pagare 10 euro.

Banche online più sicure rispetto le tradizionali

Dopo il fallimento delle quattro banche toscane, i correntisti fanno molta attenzione alla solidità delle banche prima di affidare i loro risparmi. Anche in questo aspetto le banche online si trovano nella posizione vincente.

Stando a un’ulteriore analisi dell’Università Bocconi per il Corriere Economia, il parametro più efficace per misurare la solidità bancaria è il Cet1 ratio, ovvero il rapporto fra il capitale primario di prima classe e le attività ponderate per il rischio.

Per una banca tradizionale il Cet1 minimo richiesto è dell’8%, ma la media sui 19 grandi gruppi in Italia è dell’11%. Benino, ma inferiore al Cet1 medio del 18,6% delle banche online, e lontanissimo dal 46,7% di Widiba (gruppo MPS), il 21,39% in Fineco (Unicredit) o il 19,66% di Mediolanum.

Conti online sempre più preferiti

Gli italiani sanno farsi i conti e proprio per questo in 10 anni quelli che hanno scelto il web nel nostro Paese sono quasi triplicati, stando a dati Nielsen per Corriere Economia.

Nel 2005 erano 4 milioni i correntisti attivi su Internet, mentre nel 2015 ben 10,7 milioni di italiani sono online (+12,5% sul 2014).

A trainare questi correntisti è il telefono cellulare: di questi 10,7 milioni quasi una quarta parte (22%) usa il mobile per entrare in banca, contro il 9% nel 2014.

I clienti che utilizzano le app mobili delle banche sono aumentati del 67% fra il 2014 e il 2015, pari a 4,4 milioni, mentre contestualmente scendono coloro che si collegano dal computer (3%).

Da Nielsen spiegano:

«Alcune banche, come Sella e CheBanca! stanno proponendo funzioni in mobilità dedicate alla gestione del bilancio familiare e ai pagamenti. Vi è un aumento di interesse verso questo tipo di applicazioni».

Aumentano quindi i servizi inclusi nei pacchetti dei conti correnti online, ed è per questo che il confronto diventa sempre più articolato. Per districarsi nel labirinto delle proposte bancarie si rivela di grande utilità il comparatore di SosTariffe.it reperibile seguendo il link qui sotto:

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