Conti in rosso, occhio all’aumento della Civ

Occhio a non «andare in rosso» sul proprio conto corrente. Stangate in arrivo, infatti, con l’aumento della Commissione d’istruttoria veloce, o Civ, che le maggiori banche (con l’eccezione di Intesa SanPaolo) stanno per ritoccare verso l’alto.

Intesa Sanpaolo nominata tra le prime 100 imprese ecosostenibili del mondo
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Secondo un’anticipazione del Corriere della Sera, a inaugurare il nuovo aumento sarà Cariparma, che porterà la Civ da 35 a 45 euro; ma pare che entro marzo altri istituti di credito seguiranno la stessa strada. La Civ, introdotta a metà 2012 al posto della commissione di massimo scoperto, è da pagarsi se si esce dal fido o se si va in rosso senza averne uno. Si applica con uno sconfino superiore ai 500 euro oppure per uno di importo minore ma con durata superiore ai sette giorni.
Confronta i conti correnti
Per un conto corrente, il tasso di interesse su uno sconfino tra i 500 e i 1000 euro per una settimana arriva attualmente, sommando Civ e interessi passivi, a più di cinquanta euro per Monte dei Paschi e Unicredit, con una media di 33,10 euro, 35,31 per uno sconfino di dieci giorni. Non molto di più, in percentuale, per gli sconfini di 1000 euro: punte di 50,51 euro per Mps a fronte di sconfini di una settimana, 55 per dieci giorni.  E per le imprese è ancora peggio, con una spesa che può arrivare fino agli 85 euro. Con l’aumento, questi conti, già salati, sono destinati ad essere superati.

In tutto questo c’è lo zampino di Basilea 3, l’insieme di provvedimenti di riforma predisposto dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria ed entrato in vigore tre anni dopo la sua approvazione.

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