Conti deposito, orientarsi tra i rating

Un po’ come per lo spread, l’avvento della crisi ha portato agli italiani una certa familiarità con i rating assegnati dalle varie agenzie indipendenti. Le banche italiane, lo stesso Stato, le più diverse attività produttive si sono viste tagliare negli ultimi anni il loro «grado di affidabilità».

Moody's
Anche i conti deposito dipendono dalla «graduatoria» delle banche

Non sempre, va detto, i rating sono stati abbassati (o alzati) con ragioni manifeste ed evidenti: non sono mancati casi, su tutti Parmalat, in cui è stato assegnato un buon livello di solvibilità e sicurezza ad aziende che erano già sull’orlo del fallimento, facendo pertanto sorgere dubbi e perplessità sui criteri delle agenzie, tra cui Fitch, Standard & Poor’s e Moody’s.

Come ogni strumento finanziario, anche i conti deposito hanno di fatto un rating «indiretto» che ne determina il livello di rischio: quello della banca di appartenenza. In sostanza si prendono in esame alcuni parametri dell’istituto di credito (come il patrimonio al netto delle passività, l’esposizione debitoria, il rating dello Stato in cui si opera) e si stila una graduatoria delle banche più affidabili, da cui dipende in buona parte la sicurezza del conto.
Confronta conti deposito
Attualmente i conti deposito più affidabili sono Conto arancio (ING Direct ha infatti A+ per Fitch, A per S&P’s e A2 per Moody’s), Time Deposit Barclays (A, A, A2), Conto risparmio flessibile di Unicredit (BBB+, BBB, Baa2), Conto Santander (BBB+, BBB, Baa2), Conto deposito Che Banca! (BBB per S&P’s) e Conto deposito weBank (BB+, BB-, B1).

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