Conti deposito, le difficoltà per le aziende

Se per una persona fisica è relativamente facile investire i propri risparmi in un conto deposito, la situazione è diversa per un’azienda, visto che a tutt’oggi poche banche – Banca Sistema e Monte dei Paschi di Siena – accettano i capitali senza alcun tipo di limitazione e con le stesse condizioni che si applicano ai clienti retail.

Aziende
Solo poche banche accettano i capitali delle società senza limitazioni

Con varie motivazioni, gli altri istituti di credito si comportanto in modo più restrittivo, che si tratti di professionisti, imprenditori o artigiani. Alcune, come Ibl Banca, Banco Popolare, Ing Direct e Mediolanum non consentono in alcun modo di aprire un conto deposito a una partita IVA. Fineco e Banca Ifis ad esempio impongono un tetto massimo al capitale che un’azienda può investire in un conto deposito, e cioè un milione di euro. CheBanca!, infine, pratica ai clienti-persone giuridiche dei tassi che a parità di vincolo sono più bassi degli analoghi pensati per i clienti retail.
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A tutto questo vanno aggiunte le recenti modifiche al sistema bancario, con l’imposta di bollo su conto deposito e titoli che è stata sì abolita ma con il parallelo aumento del livello di tassazione, dallo 0,15% allo 0,2%: se queste sono in genere buone notizie per i piccoli o piccolissimi risparmiatori, i medio-grandi e appunto le aziende sono colpiti in maniera piuttosto severa, tanto che non è mancato chi ha definito queste misure varate dal governo Letta come una vera e propria «mini-patrimoniale».

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