Conti deposito: a quanto ammonta la tassazione?

Oltre alla ritenuta fiscale del 26%, il conto deposito comporta anche il pagamento dell’imposta di bollo, che però viene stabilita in base ad alcune variabili: tra queste, il tipo di rendicontazione adottato dall’istituto di credito e i mesi in cui il vincolo è stato attivo. Qui di seguito, tutte le informazioni per scegliere il conto deposito più conveniente dal punto di vista della tassazione.

Attenzione soprattutto alla rendicontazione per l'imposta di bollo

Che cosa sono i conti deposito

I conti deposito sono una soluzione comoda per chi ha una certa liquidità a propria disposizione e vuole ottenere un modesto incremento, senza i rischi correlati a un investimento vero e proprio in fondi o sul mercato azionario.

I vantaggi del conto deposito sono la semplicità d’uso, la possibilità di movimentare immediatamente in caso di bisogno (a volte perdendo gli interessi maturati fino a quel momento, a volte no) e la possibilità di investire somme di modesta entità, a fronte di un tasso d’interesse non particolarmente alto. Caratteristiche che hanno spinto gli italiani a scegliere questo strumento per un ammontare totale di circa 500 milioni di euro.

Gran parte degli istituti di credito oggi consentono di aprire un conto deposito o di poterlo sfruttare direttamente dal proprio conto corrente. Ma quali e quante sono le tasse per chi sceglie questa soluzione?
Confronta i conti deposito

Ritenute fiscali e imposte di bollo

La normativa di settore è la circolare 48/E del 2012, insieme alla 15/E del 2013, dell’Agenzia delle Entrate. Per prima cosa, è necessario sapere che gli interessi generati dal conto deposito sono oggetti a una ritenuta fiscale del 26%, ma maggiori problemi arrivano dall’imposta di bollo.

Questa viene infatti calcolata al momento della rendicontazione del conto deposito, che varia a seconda dell’istituto di credito di riferimento: per alcuni è annuale, al 31 dicembre, per altri (soprattutto quando basati su conti correnti) è trimestrale. L’imposta di bollo deve essere pagata in base al valore del vincolo in questa data, per un totale dello 0,20% del nominale investito per la frazione di anno in cui è stata attiva.

L’imposta minima da pagare è di 1 euro se al momento della rendicontazione il conto deposito è vuoto perché il vincolo è scaduto o è stato rimborsato. L’imposta di bollo viene applicata tenendo conto di quando lo stesso vincolo è stato attivato, quindi l’ammontare annuale viene rapportato al numero di mesi (un vincolo attivo da 4 mesi, in altre parole, impone il pagamento di un’imposta di bollo di un terzo di quella annuale). Questo fa sì che di norma, avendo due conti deposito con caratteristiche analoghe e rendicontazioni diverse, il conto con una rendicontazione meno frequente finisce con il pagare un ammontare di imposta di bollo minore (per esempio un vincolo su 6 mesi dovrà pagare solo l’imposta minima in caso di rendicontazione annuale).

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