Contestare una multa: ecco come fare

Il ricorso per una multa ingiusta presso il Prefetto o il Giudice di pace è molto meno costoso di quanto sembri e con le nuove modalità studiate dal Ministero della Giustizia è possibile usare gli strumenti informativi per contestare la sanzione. Qui di seguito, ecco la procedura da seguire e tutti i casi in cui la multa può essere davvero un errore a nostro danno.

Come effettuare il ricorso a Prefetto o Giudice di pace

Il ricorso: in molti ancora non conoscono la procedura

È capitato a tutti, prima o poi, di ricevere una multa ingiusta o del tutto errata, ad esempio perché ci viene attribuita un’infrazione avvenuta in un luogo dove non siamo mai stati, o almeno non nella data della sanzione. Spesso, quando l’importo da pagare è limitato, piuttosto che addentrarsi nei procedimenti relativi a un ricorso si paga con un sospiro.

Non manca chi, pensando di non essere in torto, semplicemente non paga la multa (con tutte le conseguenze che ne derivano). Eppure contestare una sanzione amministrativa ingiusta è molto più semplice di quanto di norma si pensi, soprattutto se ci si affida ai nuovi strumenti messi a punto per automobilisti e motociclisti.

Se la multa è corretta, si può comunque risparmiare

Nel 2016 gli incassi legati alle multe stradali sono aumentati quasi del 50%, conseguenza anche del complicarsi legato a ZTL, scarsità di parcheggi, accessi in centro città limitati a giorni ben precisi, rinnovi di assicurazioni dimenticati e, forse, anche a un giro di vite nei confronti di chi non rispetta il Codice della Strada. Ma con un numero così alto di sanzioni, non è difficile che alcune di queste possano essere a tutti gli effetti errate, e quindi da contestare.

C’è poi da ricordare che quando le multe sono sacrosante, è comunque possibile risparmiare qualcosa. Chi paga entro 5 giorni lavorativi dalla notifica del verbale infatti viene premiato con uno sconto del 30% sull’importo (che non vale, però, per le violazioni più gravi, cioè quelle che come sanzione accessoria prevedono la confisca del veicolo e/o la sospensione della patente, ad esempio per il limite di velocità superato per più di 40 km/h).
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Quando la multa può essere contestata

Le fattispecie per le quali una multa è – almeno in teoria – contestabile sono diverse:

  • vizio di forma (il modello o la marca dell’auto, ad esempio, sono errati, oppure i fatti non sono esposti, o non c’è corrispondenza tra i dati riportati sulla multa e quelli dell’intestatario della vettura)
  • verbale della multa incompleto o illeggibile, oppure redatto da un agente esterno al suo territorio di competenza
  • mancata notifica del verbale entro 90 giorni dalla data dell’infrazione (non dall’accertamento) o 150 giorni se residente dall’estero
  • consegna di un doppio verbale relativo alla stessa infrazione
  • apparecchi usati per rilevare l’infrazione non omologati
  • mancanza di segnaletica per l’autovelox (la Cassazione ha infatti stabilito che dopo ogni incrocio il limite di velocità per quella strada deve essere ribadito con un nuovo cartello, altrimenti la multa tramite autovelox è da considerarsi nulla)
  • multa redatta da ausiliari del traffico e non relativa alla sosta o alla fermata del mezzo
  • nuova notifica del verbale anche dopo aver pagato la multa
  • notifica al vecchio proprietario dell’auto o della moto per un’infrazione commessa dal nuovo, dopo che è già stato effettuato il passaggio di proprietà.

Il ricorso al Prefetto

Rivolgersi al Prefetto, di solito, è il modo consigliato per agire quando il verbale della multa contiene errori di forma. Il ricorso va presentato in carta libera in originale, con firma, all’organo che ha accertato l’infrazione, come la Polizia Stradale. Attenzione a esplicitare la volontà di ricorrere al Prefetto e il motivo di questa scelta. La richiesta può essere inviata con raccomandata con avviso di ricevimento all’ufficio territoriale del Governo oppure tramite Pec. Il Prefetto non entra nel merito dell’infrazione ma verifica la regolarità formale della multa, e se questa viene confermata l’automobilista multato dovrà pagare almeno il doppio della sanzione originaria.

La contestazione può essere effettuata entro 60 giorni dalla contestazione o dall’avvenuta notifica della sanzione. Al ricorso vanno allegati anche copia del verbale e materiale utile a supportare la richiesta, come le fotografie. Il Prefetto dichiara l’accoglimento o il rigetto del ricorso tramite ordinanza entro 120 giorni; il silenzio-assenso equivale all’accoglimento del ricorso. In ogni caso, se il ricorso viene respinto l’intestatario può scegliere di rivolgersi al Giudice di pace entro 30 giorni dalla comunicazione.

Il ricorso al Giudice di pace

Il ricorso al Giudice di pace avviene con tempistiche ridotte della metà rispetto al Prefetto, ovvero entro 30 giorni dalla contestazione o dall’avvenuta notifica della sanzione. Si tratta di un procedimento civile, che ha un costo, a differenza del ricorso al Prefetto: per le sanzioni di importo inferiore ai 1.100 euro tale costo è pari a 43 euro, più 27 euro per le marche da bollo.

La domanda di ricorso va depositata presso la cancelleria del Giudice di Pace o inviata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, con allegate anche quattro fotocopie del ricorso, fotocopia dei documenti che si vogliono sottoporre all’esame del Giudice, copia del documento di riconoscimento in corso di validità, ricevuta del pagamento del contributo unificato dell’imposta di bollo.

Una delle indubbie comodità del ricorso al Giudice di pace è la possibilità di farlo online, con un modulo già in parte precompilato a cui si accede dal sito dell’istituzione e selezionando regione e città di competenza. Anche per chi sceglie il sito, però, è comunque necessario presentare la documentazione all’ufficio del Giudice di pace competente oppure tramite raccomandata. Si riceveranno aggiornamenti sullo stato del ricorso anche via e-mail.

Una volta che il Giudice di pace ha esaminato gli atti, viene convocata un’udienza a cui è obbligatorio presenziare, senza avvocati; il Giudice provvede quindi a dichiarare inammissibile il ricorso (o convalidare la multa se il richiedente non si presenta in udienza) oppure annullare in parte o del tutto la sanzione. Se il ricorso viene rigettato, infine, il pagamento imposto al ricorrente è tra il minimo e il massimo previsto dalla legge per la violazione accertata. A questo punto, l’unica strada rimasta per continuare la contestazione della multa è il ricorso direttamente in Tribunale.

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