Contatore e bolletta gas: cosa fare se i dati di consumo non coincidono

Tra i problemi più comuni in cui incorrono i consumatori ed intestatati di un’utenza del gas c’è quello relativo all’effettiva coincidenza dei dati che si visualizzano sul contatore installato presso la propria abitazione e quelli addebitati all’interno della bolletta del gas.

Nella maggior parte dei casi infatti quelli che vengono addebitati riportano cifre più alte rispetto a quelle che effettivamente rispondo ai consumi e proprio per risolvere le questioni legate al pagamento delle stesse somme andiamo ora ad approfondire la varie fasi di gestione della problematica.
Per prima cosa andiamo a chiarire perché si possono trovare queste differenze tra le cifre in bolletta e quelle relative all’effettivo consumo di gas.

I consumi presunti

La lettura del contatore del gas viene effettuata in due modi: o automaticamente dal distributore del gas o comunicata dopo la lettura manuale dell’utente finale. La cifra che viene conteggiata in bolletta fa quindi riferimento a calcoli che si basano sui consumi dei periodi trascorsi ossia effettuando una media tra l’effettivo consumo avvenuto e quello che si presume possa essere il consumo in base allo storico dell’utente. Proprio per questo si parla di consumi presunti ossia di cifre calcolate ma che non fanno riferimento ai dati oggettivi che vengono comunicati dal contatore. I consumi presunti inoltre fanno riferimento alle dichiarazioni rilasciate dall’utente in fase di stipula di contratto che per l’appunto prendono in considerazione i consumi passati, i componenti della famiglia e le tipologie di erogazione richieste.

Tale addebito è inoltre un ostacolo per l’utente dal punto di vista del cambio di azienda fornitrice in quanto preclude la tangibile opportunità di scegliere l’offerta più adatta alle proprie esigenze tra quelle disponibili nel mercato.

Verificare la corrispondenza in bolletta dei consumi

Per essere certi di pagare ciò che effettivamente è dovuto al fornitore dobbiamo quindi assumere un ruolo attivo e consapevole che ci permetta di rivendicare i nostri effettivi diritti e risparmiare laddove possibile. Come? Innanzitutto dobbiamo imparare a leggere il contatore del gas.

Per leggere i consumi dal contatore del gas bisogna annotare le cifre che vengono visualizzate sullo sfondo nero del dispositivo. Fanno fede le cifre riportate prima della virgola. Il numero che viene riportato rappresenta il consumo complessivo registrato dal totalizzatore dal momento della sua installazione. Per ottenere la stima dei consumi di un determinato arco temporale bisogna sottrarre la prima autolettura dalla seconda . La cifra che si ottiene determina l’effettivo consumo avvenuto in un particolare periodo. Una volta effettuata la lettura possiamo procedere al confronto con i dati riportati in bolletta e verificare l’effettiva corrispondenza dei numeri riportati.

Ovviamente per ottenere una stima precisa dei nostri consumi dobbiamo procedere a diverse autoletture nel tempo andando quindi a prendere i dati relativi a diversi periodi dell’anno durante i quali i consumi possono variare in base alla stagione o alla presenza all’interno dell’abitazione.
Il numero che si legge sul contatore rappresenta il consumo complessivo che il totalizzatore ha registrato da quando è stato installato. Di conseguenza, il consumo relativo ad un dato periodo di tempo si ottiene dalla differenza fra due letture successive.

Cosa fare se i dati non corrispondoconfronta tariffe gas

Se dall’autolettura constatiamo che i dati riportati in bolletta e quindi la cifra da pagare non corrispondono dobbiamo procedere alla rettifica della bolletta. Per prima cosa dobbiamo quindi comunicare al nostro fornitore a mezzo raccomandata i dati di autolettura con l’esplicita richiesta di rettifica.

Il fornitore è obbligato a rispondere alla richiesta entro 40 giorni dalla data di spedizione presentando documenti testimonianti il contrario di quello che voi avete affermato (ossia dati contrattuali, dati relativi alla fornitura..) nel caso non ritenga un errore la cifra in bolletta o attraverso il riaccredito della somma dovuta ove sia ammesso l’errore di fatturazione che deve avvenire entro 90 giorni.

Nel caso non vengano rispettati questi termini in base alle condizioni determinate in fase di stipula del contratto si ha diritto all’indennizzo da corrispondere attraverso una cifra che va dai 20 ai 60 euro.

Come non incorrere più in questi disagi?

Nonostante la mancata corrispondenza dei dati fra bolletta e contatore sia una problematica risolvibile nell’arco di poco tempo è altresì vero che rappresenta un disagio se tale problematica si ripresenta più volte l’anno. Come non incorrere più in questi disagi?

Per prima cosa dobbiamo constatare se tale disagio è causato da un malfunzionamento del contatore. In caso affermativo dobbiamo riprendere il contratto di fornitura per verificare le procedure di sostituzione del dispositivo stesso e richiederla. Una buona norma per non incorrere in queste problematiche è sicuramente quella di effettuare l’autolettura almeno ogni due mesi in modo da avere a portata di mano una stima effettiva dei consumi avvenuti.

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