Consumi occidentali in ripresa e il petrolio sembra non bastare mai

Consumi occidentali in ripresa, un buon segno, se si pensa che dall'altra parte del mondo c'è una Cina che avanza a gonfie vele in diverse settori industriali accumulando scorte a ritmo forsennato e che costringe dunque tutto il mondo ad un bisogno di petrolio sempre più netto ed evidente. Un'esigenza ormai inesorabile che mette in difficoltà alcuni paesi dell'Opec dilaniati da problemi interni e da altre questioni che mettono a repentaglio quest'inesauribile necessità.

Consumi occidentali in ripresa e il petrolio sembra non bastare mai

Libia. La Libia ancora non è ai livelli di produzione degli anni passati. Troppo scossa dalle devastazioni della guerra civile non sembra troppo in salute. Le proteste nei giacimenti occidentali sono sì cessate, permettendo a El Feel e Wafa di ricominciare la produzione, mentre a giorni potrebbe anche ripartire il più grande giacimento, El Sharara. Questo è un ottimo segno, ma ancora il limite dei 300.000 barili giornaliero non pare essere superato, ed è un valore decisamente sotto la media per un paese che ci aveva abituati a ben altro.

Iran. L’Iran colpito da pesanti sanzioni fa tanta fatica a tenere il passo di una volta, l’export è salito di molto ma l’antico regno di Persia non pare poter offrire ottime garanzie di equilibrio nella produzione.

Nigeria e Angola. La situazione nei due paesi dell’Africa centrale, ricchissimi di petrolio, è purtroppo incrinata ogni giorno di più da furti e sabotaggi che rendono la produzione fragile e sempre meno garante di un risultato preciso. L’Iraq vive invece dal canto suo un post-guerra ancora troppo complesso per essere competitivo come un tempo.

A dare però una forte scossa di speranza sono le voci che vengono dall’Arabia Saudita, dove interpellato il governo su una possibile mancanza dell’oro nero, le autorità locali hanno subito tranquillizzato gli animi sostenendo che l’Opec è una forza ancora indistruttibile in termini di scorte.

Ci sono paesi come la Cina, che con un export leggermente “fermo” in questi mesi stanno comunque accumulando scorte pari a 1,4 mgb, un valore questo impressionante che segna davvero un cambiamento storico nell’asse economico del mondo intero.

In pratica nel terzo trimestre per riequilibrare il mercato l’Organizzazione degli esportatori avrebbe l’onere di fornire ben 900 mila barili di greggio in più rispetto a prima, come calcolato dall’Ocse. La sfida si presenta impegnativa e si legge in una nota dell’Aia «Anche se l’Opec ha una capacità produttiva più che sufficiente per farcela bisogna vedere se riuscirà a superare le difficoltà sopra il livello del suolo che di recente hanno tormentato alcuni dei suoi membri»

Vedremo come si metterà la “questione scorte” nel maxi scacchiere del gas a livello mondiale, si prevede comunque di raggiungere un buon numero generale di scorte considerando il contributo dei paesi fuori dall’Opec che tra nuovi giacimenti appena scoperti e petrolio non convenzionale iniziano a diventare sempre più importanti per il fabbisogno mondiale.

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