Conguaglio in bolletta: cosa fare in caso di errori

Spesso temuta, la bolletta di conguaglio sana le discrepanze tra le stime e la luce e il gas che effettivamente consumiamo: in qualche caso, però, può non essere corretta. Con il reclamo e la conciliazione, l’utente ha a disposizione due strumenti per evitare di pagare una bolletta troppo salata o per farsi restituire quando indebitamente dovuto nel caso il conguaglio sia già stato pagato: qui di seguito, ecco come.

Reclamo o conciliazione per le bollette troppo alte

Quando il conguaglio è sbagliato

Il meccanismo del conguaglio è ben noto: il termine indica il pareggio di due partite, quando vengono “tirate le somme” sulla discrepanza tra le bollette in acconto (basate sui consumi stimati di un periodo precedente, e non sui dati di lettura) e quanto effettivamente consumato dall’utente. A volte l’incidenza del conguaglio può essere notevole, soprattutto se per qualche motivo il periodo di riferimento utilizzato per gli acconti è stato particolarmente “leggero” come consumi.
Confronta le offerte luce
Capita però che il conguaglio sia errato – o perlomeno che si abbiano fondati motivi per pensarlo – e in questo caso il cliente ha davanti a sé due modi per rimediare.

  • Il primo è quello del reclamo. Va presentato scritto al proprio fornitore, con raccomandata a/r, indirizzato all’ufficio competente. Vanno indicati il proprio nome e cognome, l’indirizzo di residenza, il codice cliente, il POD o il PDR (a seconda che si parli di luce o di gas), la descrizione del problema e il numero di riferimento della bolletta. Nel caso in cui quest’ultima sia già stata pagata va allegata anche una copia della ricevuto di pagamento. La società ha 40 giorni solari per rispondere, e se il termine scade il consumatore ha diritto a un indennizzo di 25 euro per la mancata risposta.
  • Il secondo (nel caso che il reclamo non ottenga un riscontro o la risposta non sia quella desiderata) si può ricorrere alla procedura di conciliazione con l’azienda fornitrice: il modo più comodo per farlo è utilizzare il procedimento online sul sito dell’AEEGSI, registrandosi e compilando il modulo di richiesta via web (o, ma solo senza delegato, via posta o via fax). Il conciliatore aiuterà cliente e società a trovare una soluzione di comune accordo. Il tentativo con il servizio di conciliazione è comunque indispensabile prima dell’esercizio dell’azione giudiziaria.

Come fare per evitare il conguaglio

Il conguaglio, comunque, non è inevitabile: fornendo l’autolettura, infatti – e ormai la maggior parte degli operatori prevede la possibilità di comunicare il dato del contatore direttamente al proprio fornitore, ad esempio via SMS oppure online – quanto viene fatturato e pagato corrisponde sempre a ciò che è stato consumato.
Confronta le offerte gas
In alternativa è sempre possibile puntare su fornitori di offerte gas e offerte luce che utilizzano un approccio diverso nei confronti del conguaglio, dando ad esempio più libertà all’utente stesso: è il caso di Wekiwi, che ha introdotto proprio per questo il concetto di Carica Mensile (il cliente non riceve più fatture stimate in acconto con consumi definiti in maniera arbitraria ma sceglie da sé l’importo con una carica a scelta).

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