Con nuove risorse energetiche ci sarà una rivoluzione mondiale

John M. Deutch, professore emerito presso il Massachusetts Institute of Technology ed esperto di fama mondiale in materia di energia, ha tenuto ieri la conferenza “La rivoluzione globale di petrolio non convenzionale: nuovi mercati, nuove Governance, nuove politiche“. alla Fondazione Eni Enrico Mattei. Secondo Deutch il futuro è incerto ma la rivoluzione degli idrocarburi non convenzionali porterà ad un calo dei prezzi del gas naturale, che si sosterrà per diverse decade.

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La rivoluzione dello shale gas porterà ad un calo nei prezzi di gas naturale

Nella sua conferenza, il professor Deutch ha parlato sulle conseguenze legate alla rivoluzione di idrocarburi non convenzionali, riflettendo fondamentalmente sulla politica estera degli USA, le forze che potrebbero portare verso un nuovo equilibrio energetico a livello mondiale, uno scenario di energia rinnovata e i suoi nuovi “players” e le relative dinamiche politiche, sociologiche e geo-strategiche.

Deutch ha dato il suo “punto di vista sul futuro, che è molto incerto”, sottolineando che “la rivoluzione di petrolio e gas naturale, dallo shale gas alle sabbie bituminose, non riguarda solo gli Stati Uniti e l’America del nord, ma tutto il mondo. E’ una rivoluzione globale, proprio perché le nuove risorse sono accessibili a tutti i paesi, si trovano fino anche in Alaska. E alcune economie dipendenti, come lo erano gli Stati Uniti, adesso non lo sono più“.

Tra le principali conseguenze vi è il calo dei prezzi, fondamentalmente del gas naturale. “Questo incremento di fornitura – ha dichiarato Deutch – può portare a un abbassamento dei prezzi per molte decadi. I consumatori beneficeranno di prezzi più bassi, soprattutto per il gas naturale“.

Con le nuove risorse energetiche comportano anche nuovi rischi ambientali. Secondo Deutch, gli USA sono avanti in questo aspetto non perché abbiano più shale gas, ma perché lo sfruttamento del suolo dipende dal proprietario del terreno e non dal governo.

Le prime considerazioni – ha spiegato il professore – riguardano l’impatto sull’ambiente dell’attività per estrarre lo shale gas: ci si chiede se la fatturazione idraulica può contaminare l’acqua potabile. Se ci sono conseguenze per la qualità dell’aria. E se queste perforazioni orizzontali possono indurre un aumento della sismicità del terreno. Il punto è tener ben presente i rischi per l’ambiente circostante, insieme ai benefici“.

Il maggior aumento nella produzione di petrolio degli USA avrebbe conseguenze importanti sulle strategie di politica energetica nazionale e internazionale del Paese, e potrebbe portare ad un cambiamento globale nello scenario energetico mondiale.

Gli Stati Uniti e l’America del Nord – continua Deutch – avranno il potenziale per esportare petrolio e gas così gli Stati Uniti avranno un’influenza maggiore nel mercato globale. Il Nord America sarà effettivamente indipendente dall’importazione di petrolio. Anche se questo non significa essere ‘energeticamente’ indipendente“.

In conclusione, le aspettative sull’aumento del petrolio non convenzionale e il potenziale cambiamento nell’equilibrio di scambio energetico potrebbero modificare in maniera profonda la presenza e l’intervento degli USA in certe aree critiche del pianeta, portando anche allo sviluppo di nuovi “players”.

 

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