Computer: come configurarlo bene

Il famigerato primo avvio è un momento piuttosto delicato quando ci si ritrova con un PC nuovo: alcune operazioni devono essere eseguite per forza per evitare problemi in futuro, senza mai trascurare il ruolo chiave degli aggiornamenti di sistema. Vietato insomma installare da subito i propri programmi preferiti, meglio dedicare qualche minuto per configurare bene il computer in modo da non pentirsi della propria fretta più avanti.

Breve guida alle operazioni necessarie quando si avvia il PC per la prima volta

Una configurazione corretta

Ci è costato mesi di appassionate ricerche su Internet, alla ricerca dei componenti più nuovi e costosi; oppure abbiamo seguito il consiglio di un commesso di fiducia e acquistato un desktop o un laptop già pronto e assemblato. Comunque sia, il computer nuovo è finalmente arrivato, e fa già bella mostra di sé sulla scrivania. Ma come configurarlo bene, per impedire che presenti problemi fin da subito? A che cosa non si può proprio rinunciare?

L’ansia di cominciare a usare subito il proprio dispositivo può essere cattiva consigliera, e rimandare a più tardi i passi fondamentali per la configurazione non è mai una buona idea. Il rischio è ritrovarsi con la connessione ADSL che non funziona, i driver delle periferiche non aggiornati, update di sistema eseguiti solo parzialmente. Insomma, chi ben comincia, come sempre, è a metà dell’opera.

Il primo avvio

Appena acceso il PC nuovo, molti sistemi operativi (come Windows 10, ad esempio, ma anche OS X) richiederanno una prima configurazione di base, con la compilazione dei propri dati di contatto oppure la scelta dei servizi da attivare. È una buona idea prendersi qualche minuto per iniziare subito nella maniera giusta.

La schermata “Fare più in fretta” di Windows, ad esempio, per quanto sia tentatrice va invece analizzata attentamente. Le impostazioni rapide attivano quasi tutte le opzioni del sistema Microsoft, anche quelle che magari non si useranno mai (dal riconoscimento vocale alla connessione automatica alle reti Wi-Fi, che può essere scomoda in molti casi). Se non si vuole appesantire da subito il sistema, meglio disattivare ciò che si sa già che non farà al caso nostro.

Le partizioni

Un discorso a parte meritano le partizioni del disco fisso, che sono consigliate soprattutto se si ha un hard disk piuttosto capiente, da almeno 1 TB. Separare il sistema operativo dai dati è di solito una buona idea per evitare problemi e garantire un certo grado di sicurezza.

Da ricordare poi che per determinate operazioni la partizione del disco fisso è obbligatoria: un esempio è BootCamp, il servizio che consente di utilizzare anche Windows sui Mac, proprio isolando una parte dell’hard disk per installarci poi il sistema operativo di Microsoft sopra.

Di solito è la stessa fase di configurazione al primo avvio a chiedere se c’è la necessità di effettuare delle partizioni, altrimenti, una volta dentro il sistema, basta cercare l’utility relativa e farla partire.

Gli aggiornamenti

Dopo questa fase di configurazione, la prima cosa da fare è collegarsi a Internet con la nostra scelta tra le varie tariffe ADSL, e aspettare. Teoricamente, la soluzione migliore – invece di affidarsi a Windows Update – sarebbe quella di scaricare manualmente con un altro PC i driver delle varie periferiche e dei componenti (in particolare la scheda grafica), visto che c’è un lieve rischio che il servizio di Windows tenti di installare un driver più vecchio rispetto a quello già in esecuzione.

Si tratta comunque di un’occorrenza piuttosto rara, e in linea di massima se ne può anche fare a meno. Di norma basta collegare il cavo Ethernet per essere subito online (per il wireless è possibile che si debba aspettare un po’ di più); altrimenti sarà necessario verificare alcune cose legate al proprio provider (ad esempio seguendo i nostri consigli su come vedere copertura ADSL).
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A questo punto, Windows Update effettuerà tutti gli aggiornamenti necessari, e ci vorrà probabilmente un po’. Assolutamente vietato stufarsi e interrompere l’update per continuarlo in un secondo momento, oppure – è chiaro – spegnere il computer prima che queste operazioni siano completate. Su Mac, se gli aggiornamenti software non partono in automatico basta aprire l’App Store e consultare la sezione dedicata agli update.

Può non bastare una sola sessione di aggiornamento, soprattutto quando si installano anche programmi in qualche modo legati a chi fornisce il sistema operativo (ad esempio Office per Windows, oppure Pages, Numbers, GarageBand o iMovie per OS X).

Il software

Prima di installare qualcosa, su Windows conviene eliminare i software che molto spesso arrivano già preinstallati quando si compra un PC in un negozio e che si rivelano solo un ottimo modo per rallentare le prestazioni del computer: antivirus pachidermici, suite di giochi, utility legate al marchio dello stesso PC. Come sempre, per disinstallare è necessario non solo cancellare il file dell’applicazione ma tutti quelli ad esso collegati. Per essere sicuri, il consiglio è usare un’applicazione ad hoc come Revo Uninstaller o PC Decrapifier.

A questo punto arriva finalmente il momento in cui è possibile installare i propri software preferiti, con la certezza che il sistema, aggiornato con tutte le più recenti patch di compatibilità, non darà alcun problema. L’importante è affidarsi sempre ai download dai siti ufficiali, preferendoli anche alle copie fisiche proprio per questioni di aggiornamento.

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