Commissione UE lancia Unione Energetica: in cosa consiste?

Solidarietà, libertà nei flussi di energia, efficienza energetica, basse emissioni e leadership energetica: questi alcuni dei principali punti dell’Unione Energetica, la nuova strategia presentata ieri a Bruxelles dal Presidente della Commissione UE Jean Claude Junker, che si propone diminuire la dipendenza energetica dall’estero e combattere il cambiamento climatico.

unione energetica, cosa prevede
Maggior solidarietà, libertà energetica e riorganizzazione del mercato tra i punti chiave dell'Unione Energetica

L’Unione Europea riconosce l’energia come una sfida politica del futuro europeo, e perciò si propone riunire tutti gli Stati membri per stimolare la crescita economica, la competitività e l’occupazione nel settore energetico. Perché nessuno Stato membro è in grado di soddisfare, da solo, la necessità di un‘energia stabile, sostenibile, accessibile e competitiva.

La nuova strategia UE punta a una politica energetica integrata, con l’intenzione di completare il mercato unico europeo dell’energia, pensato nel 2007 ma ancora non raggiunto, con famiglie e imprese che non hanno accesso a una maggior concorrenza e prezzi più bassi. L’Unione Energetica cerca, inoltre, di garantire l’approvvigionamento energetico così come una produzione di energia elettrica più sostenibile.

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Unione Energetica: ecco i punti chiave

Così, ieri a Bruxelles il presidente Juncker ha illustrato i punti principali dell’Unione Energetica, la strategia per coniugare politica e clima tra gli Stati membri, ecco quali sono:

  1. Solidarietà: per diminuire la dipendenza da singoli fornitori e poter affidarsi dagli Stati membri vicini, fondamentalmente quando si verificano perturbazioni dell’approvvigionamento energetico. Prevista anche una maggior trasparenza negli accordi conclusi dai Paesi UE per acquistare energia o gas da paesi terzi;
  2. Libertà dei flussi di energia: l’energia deve poter attraversare le frontiere senza ostacoli, applicando rigorosamente le normative attuali in materia di separazione (unbundling) dell’energia e l’indipendenza dei regolatori;
  3. Mercati elettrici rinnovati: prevista anche la riorganizzazione dei mercati energetici per renderli più interconnessi, rinnovabili e reattivi, così come la revisione degli interventi dello Stato nel mercato interno e l‘eliminazione graduale dei sussidi che hanno effetti negativi sull’ambiente;
  4. Maggior efficienza energetica: l’efficienza energetica continua a occupare i primi posti ma verrà ripensata, per considerarla una fonte di energia a sé stante, capace di competere alla pari con la capacità di generazione energetica;
  5. Basse emissioni di CO2 sostenute nel tempo: il taglio alle emissioni deve essere duraturo: l’energia prodotta a livello locale, anche da fonti pulite, dovrà essere assorbita nella rete in modo agevole ed efficiente;
  6. Leadership tecnologica: andrà sviluppata la prossima generazione di tecnologie dell’energia da fonti green e raggiunta una posizione di leadership nell’elettromobilità, con imprese europee che aumenteranno le esportazioni e saranno competitive a livello globale.

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