Comitato NGN allo sbando, ma la UE tiene la rotta

Le compagnie telefoniche dominanti dovranno offrire l’accesso agli operatori alternativi alle loro infrastrutture per le reti di nuova generazione. Le NGN sono tra i temi più caldi in seno alle TLC e l’apertura delle nuove reti a banda ultralarga è uno degli obiettivi della Commissione Europea, che presenterà lunedì prossimo un pacchetto di misure volto a promuovere la concorrenza e l’innovazione nel settore.

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Dow Jones Newswire ha potuto prendere visione di una bozza del provvedimento, che prevede che le grandi società di TLC europee offrano l’accesso agli OLO a prezzi non discriminatori. Lo stallo in cui versa l’attuale dibattito sulla New Generation Network in Italia potrebbe, dunque, trovare una via d’uscita obbligata se le misure proposte dalla Commissione UE otterranno il sostegno dei governi europei e dell’Europarlamento. A beneficio dei cittadini italiani, che continuano a subire le conseguenze di visioni industriali e politiche miopi.

Le acque in Italia sono agitate. Aiip, Fastweb, TeleTu, Tiscali, Vodafone, Welcome Italia e Wind hanno ritirato in queste ore la loro adesione al Comitato NGN Italia istituito da Agcom e presieduto da Francesco Vatalaro. Il compito assegnato al gruppo di lavoro è di promuovere un quadro condiviso relativo al percorso di aggiornamento delle reti di telecomunicazioni, che presenti definizioni e principi tecnici e operativi riguardanti la transizione alle reti NGN.

comitato-ngn

Dopo aver disconosciuto i contenuti delle linee guida resi disponibili sul sito del Comitato e anticipati dagli organi di stampa, gli OLO hanno dunque lasciato il gruppo di lavoro. Il documento, sostengono Fastweb e compagnia, non è in alcun modo rappresentativo di posizione condivise dai partecipanti, anzi, le linee guide proposte dal Comitato rispecchiano quasi totalmente le richieste di Telecom Italia.

Sotto accusa, in particolare, l’approccio proposto dall’ex monopolista, e condiviso da Vatalaro, sulla differenziazione geografica cui applicare differenti rimedi regolamentari. Un approccio che contrasta con la stessa regolamentazione definita dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e che muove dal criterio della profittabilità, in conflitto con i principi regolatori europei e nazioni in vigore.

Si attende, nel frattempo, la riunione del Tavolo per le reti di nuova generazione fissata per venerdì 17 settembre dal viceministro per lo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni Paolo Romani.

e telefoniche dominanti dovranno offrire l’accesso agli operatori alternativi alle loro infrastrutture per le reti di nuova generazione. Le NGN sono tra i temi più caldi in seno alle TLC e l’apertura delle nuove reti a banda ultralarga è uno degli obiettivi della Commissione Europea, che presenterà lunedì prossimo un pacchetto di misure volto a promuovere la concorrenza e l’innovazione nel settore.

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Dow Jones Newswire ha potuto prendere visione di una bozza del provvedimento, che prevede che le grandi società di TLC europee offrano l’accesso agli OLO a prezzi non discriminatori. Lo stallo in cui versa l’attuale dibattito sulla New Generation Network in Italia potrebbe, dunque, trovare una via d’uscita obbligata se le misure proposte dalla Commissione UE otterranno il sostegno dei governi europei e dell’Europarlamento. A beneficio dei cittadini italiani, che continuano a subire le conseguenze di visioni industriali e politiche miopi.

Le acque in Italia sono agitate. Aiip, Fastweb, TeleTu, Tiscali, Vodafone, Welcome Italia e Wind hanno ritirato in queste ore la loro adesione al Comitato NGN Italia istituito da Agcom e presieduto da Francesco Vatalaro. Il compito assegnato al gruppo di lavoro è di promuovere un quadro condiviso relativo al percorso di aggiornamento delle reti di telecomunicazioni, che presenti definizioni e principi tecnici e operativi riguardanti la transizione alle reti NGN.

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Dopo aver disconosciuto i contenuti delle linee guida resi disponibili sul sito del Comitato e anticipati dagli organi di stampa, gli OLO hanno dunque lasciato il gruppo di lavoro. Il documento, sostengono Fastweb e compagnia, non è in alcun modo rappresentativo di posizione condivise dai partecipanti, anzi, le linee guide proposte dal Comitato rispecchiano quasi totalmente le richieste di Telecom Italia.

Sotto accusa, in particolare, l’approccio proposto dall’ex monopolista, e condiviso da Vatalaro, sulla differenziazione geografica cui applicare differenti rimedi regolamentari. Un approccio che contrasta con la stessa regolamentazione definita dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e che muove dal criterio della profittabilità, in conflitto con i principi regolatori europei e nazioni in vigore.

Si attende, nel frattempo, la riunione del Tavolo per le reti di nuova generazione fissata per venerdì 17 settembre dal viceministro per lo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni Paolo Romani.

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