Come usare Cloud Drive di Amazon su dispositivi Apple e Android

Amazon espande il novero dei dispositivi mobili sui quali poter utilizzare la propria applicazione Cloud Drive, il software che permette di gestire lo spazio cloud offerto da Amazon e che – dopo la disponibilità della versione Android – arriva ora anche su iOS. Ma come funziona?

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Amazon Cloud sbarca anche su iOS

Il Cloud Drive di Amazon è un’applicazione molto simile alla (forse) più nota Dropbox, con cui l’utente può visualizzare, gestire, modificare e condividere con facilità i propri file multimediali, anche su dispositivi di telefonia mobile. Anche con Cloud Drive l’utente potrà visualizzare file e cartelle, guardare l’anteprima di documenti, fogli di calcolo, presentazioni e foto nei principali formati riconosciuti, ascoltare brani musicali, guardare video e condividere i file come link e allegati tramite email e app.

Confronta tariffe telefonia mobile

Stando a quanto afferma la società in presentazione dello sbarco su sistema operativo Apple, Amazon Cloud Drive è disponibile gratuitamente sull’App Store, e richiede – a titolo di principali requisiti – la versione 8.1 o successiva di iOS. È inoltre compatibile con iPhone, iPad e iPod Touch, con 5 GB di spazio gratuito. Sono comunque previsti i noti upgrade a partire da 8 euro all’anno per 20 GB fino a 400 euro annui per 1.000 GB. All’interno di tali estremi, l’utente potrà scegliere la “taglia” più desiderata (20 GB, 50 GB, 100 GB, 200 GB e 500 GB).

Come era immaginabile, infine, la nuova app per iOS (già disponibile per Android) non andrà a sostituire le altre app apparentemente “concorrenti” interne. Il riferimento è naturalmente per Amazon Photos, l’app Amazon che permette di caricare foto singole o interi album dal proprio telefono o tablet sullo spazio cloud, potendo poi visualizzare gli album e condividere le proprie foto via email, Facebook o altre applicazioni. Ma non solo: il riferimento è altresì per Amazon Prime Music, il servizio musicale che il retailer più noto del mondo ha lanciato non troppo tempo fa.

Rimane ora da comprendere quale sarà il riscontro promosso dagli utenti Apple in relazione al varo del nuovo servizio. L’impressione è che i presupposti siano positivi, e che pertanto possa essere replicato quanto già vissuto in casa Android, con conseguente maggiore ampliamento dell’utenza già in parte fidelizzata dal più noto retailer del mondo.

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