Come si calcola la potenza elettrica

La potenza elettrica (o potenza) è definita come il lavoro elettrico svolto su una carica elettrica da un campo elettrico nell’unità di tempo; nei dispositivi che fanno parte della nostra vita quotidiana, come gli elettrodomestici e gli altri oggetti elettronici, dalla potenza dipendono i consumi e, di conseguenza, l’ammontare delle nostre bollette della luce. Dopo aver imparato come si calcola la potenza elettrica sarà più facile capire come si forma questo costo che paghiamo per la nostra casa.

Potenza
Watt e kilowattora, ecco come calcolare i consumi dei nostri elettrodomestici

Watt e kilowattora

Per prima cosa è meglio fare un po’ d’ordine tra i termini utilizzati quando si parla di potenza elettrica, ovvero watt e kilowattora. I watt indicano la potenza necessaria per far funzionare gli apparecchi elettrici, e di norma sono indicati sulle targhette o le etichette di ognuno di questi accessori. ad esempio, per indicare le vecchie lampadine a incandescenza si usa proprio il watt come unità discriminante in quanto collegato direttamente alla luminosità (oggi, con le lampadine a LED e a risparmio energetico, il rapporto non è più così diretto e si ricorre ai lumen).

L’altra unità di misura da conoscere (questa volta di energia, e non di potenza) è il kilowattora, cioè il numero di migliaia di watt consumate in un’ora. In pratica, si introduce la variabile temporale per legare ancora più strettamente il valore della potenza ai nostri costi in bolletta; tenere acceso un phon da 600 Watt per cinque minuti è una cosa diversa da un frigorifero da 150 Watt in funzione tutto il giorno, e così via.

Come si calcola la potenza elettrica

Per calcolare la potenza elettrica di un elettrodomestico, bisogna moltiplicare il valore di corrente (espresso in ampere) e il valore di tensione (espresso in volt); se manca l’indicazione della potenza, di sicuro ci saranno almeno queste due variabili per permettere di calcolarla. Nel caso non ci fossero (o la targhetta fosse andata perduta, ad esempio con apparecchi molto vecchi) una delle alternative più comuni e ricorrere a un amperometro a pinza per conoscere il valore di corrente (la tensione in volt di norma in Italia ha un valore di 220 V).
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Altrimenti è possibile ricorrere a uno speciale misuratore di corrente, una sorta di presa elettrica da sistemare tra l’apparecchio e la presa vera e propria; qui, con l’aiuto di un display, sarà facile capire il valore di potenza, da cui dipendono strettamente i nostri consumi. In questo modo è anche possibile apprezzare con chiarezza la convenienza di acquistare elettrodomestici di nuova generazione, con una classe energetica elevata (A, A+, A++ e A+++) rispetto a modelli di dimensioni anche ridotte ma veri e propri “divoratori” di corrente.

Il costo medio del kilowattora

Dopo aver calcolato o desunto la potenza elettrica del nostro apparecchio, rimane l’incognita del suo costo: per questo è necessario recuperare una bolletta relativa alla nostra fornitura di energia elettrica e cerca il valore medio di euro a kWh, che di solito cambia a seconda della fascia oraria, a meno che non si abbia un’offerta monoraria: in altre parole, è molto più conveniente utilizzare la lavatrice e la lavastoviglie di sera o nei weekend, visto che le differenze di prezzo per kilowattora possono essere anche molto rilevanti. Come regola fondamentale, si può dire che un’offerta multioraria è conveniente quando il 70% dei consumi o più è concentrato nella fascia serale e nei giorni di festa.

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