Come seguire i miei 60 giorni all’inferno su Sky

Hai una grande passione per le vicende giudiziarie e ti piace scoprire anche i risvolti più nascosti? Allora potrebbe interessarti sapere come seguire “I miei 60 giorni all’inferno” su Sky, in onda su Crime+Investigation, canale 118 della piattaforma satellitare. I protagonisti sono sette innocenti che decidono di vivere per due mesi in un carcere di massima sicurezza.

"I miei 60 giorni all'inferno arriva su Crime+Investigation

Essere privati della libertà è un’esperienza certamente non semplice, ma che può essere compresa solamente da chi la vive in prima persona. Proprio per questo può essere interessante sapere come seguire “I miei 60 giorni all’inferno” su Sky, un docu – reality inedito in onda da mercoledì 27 aprile alle 22 su Crime+Investigation (canale 118 della piattaforma satellitare).

L’ideatore è lo sceriffo Jamey Noel, che ha deciso di organizzare un esperimento sociale in cui sette innocenti si ritrovano a vivere per sessanta giorni nel carcere di massima sicurezza di Clark (Indiana, USA), a stretto contatto con guardie e criminali. Non mancheranno i momenti di forte tensione, ma soprattutto sarà l’occasione per conoscere più da vicino le lacune del sistema carcerario americano e la corruzione presente nella prigione. Le telecamere saranno presenti 24 ore su 24, sette giorni su sette, per osservare da vicino l’esperienza dei sette partecipanti e le loro sensazioni.

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“I miei 60 giorni all’inferno” – I protagonisti

Zac: è un ex marine, sposato e papà di un bambino di due mesi. Sta per diventare un poliziotto e ha deciso di intraprendere questa esperienza per conoscere la psicologia criminale e il sistema carcerario del Paese, oltre a dare il suo supporto in aiuto dei detenuti.

Barbra: è sposata con un militare e mamma di due bambini. E’ convinta che chi si trova in prigione sia avvantaggiato perché ha la possibilità di avere vitto e alloggio pagati dai contribuenti, mentre i senzatetto hanno difficoltà decisamente più gravi. E’ convinta che i detenuti debbano lavorare per ottenere dei benefici.

Jeff: ha lavorato per diversi anni nell’ambito della sicurezza nei casinò e nei grandi magazzini, ma ora sogna di diventare agente penitenziario. Pensa che questa esperienza possa essergli di aiuto per svolgere al meglio la sua nuova attività.

Isaiah: sente di essere vittima di una grande ingiustizia da quando il fratello è stato arrestato. Per questo ha deciso di mettersi nei suoi panni per comprendere  meglio le sensazioni di un detenuto.

Tami: è un agente di polizia impegnata nel cercare di rendere più sicura la comunità in cui opera. Ha deciso di partecipare a questo reality per conoscere più da vicino le sensazioni vissute dai criminali e capire  se scontare una pena serva davvero a riabilitarli.

Robert: è un insegnante che vuole insegnare ai suoi allievi quali possono essere le conseguenze in caso di azioni illegali. Pensa che il sistema carcerario vigente negli Stati Uniti sia troppo leggero e per questo vorrebbe che chi si trova dietro le sbarre lavori per dodici ore al giorno e studi.

Maryum: è la figlia del pugile Mohammed Alì, ma decide di entrare in carcere da innocente sotto falso nome. La donna lavora da 15 anni come assistente sociale con l’obiettivo di aiutare i ragazzi in difficoltà e di evitare che si rendano protagonisti di comportamenti contrari alla legge. E’ convinta che nel sistema giudiziario americano non manchino le ingiustizie e crede nella riabilitazione e non nella punizione. Lo sceriffo l’ha voluta fortemente in questo programma con l’idea che il suo apporto possa essere determinante.

Adesso sai bene come seguire “I miei 60 giorni all’inferno” su Sky, il docu reality girato nelle carceri Usa e celebrato da gran parte della stampa americana come un vero progetto sociale.

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