Come scegliere il conto corrente ed evitare il Bail-in

Con l’entrata in vigore nel 2016 del Bail-in, per salvare le banche in dissesto o a rischio dissesto, si dovranno utilizzare risorse “interne” alla banca, come azioni, titoli emessi dallo stesso istituto di credito da salvare e conti correnti, ma solo a certe condizioni. L’obiettivo è quello di non fare gravare sui contribuenti e sui conti pubblici il salvataggio delle banche in crisi, ma i risparmiatori come possono tutelarsi? Ci sono dei modi per evitare il Bail-in.

Come mettere il conto corrente al sicuro dal Bail-in
Come mettere il conto corrente al sicuro dal Bail-in

Nel 2015 anche nell’ordinamento italiano è stato introdotto l’istituto del Bail-in, finalizzato al salvataggio di banche e imprese di investimento in sofferenza “dall’interno”.

Il Bail-in è stato introdotto con la Direttiva europea 2014/59/UE “BRRD, Bank recovery and resolution directive”, recepita in Italiano con i decreti legislativi n. 180 e 181 del 2015. La normativa è entrata in vigore a partire dal 1 gennaio 2016.

La finalità del Bail-in è quella di evitare che a salvare le banche dalle crisi siano i contribuenti o che lo Stato sia costretto a creare debito pubblico per poterne finanziarie il salvataggio.

Di conseguenza le risorse necessarie devo essere cercate all'”interno della banca”, quindi coinvolgendo direttamente azionisti, obbligazionisti e persino titolari di conto corrente presso lo stesso istituto.

E’ possibile scegliere un conto corrente ed evitare il Bail-in? Può un correntista essere sicuro di non perdere i propri risparmi depositati in una banca in crisi?

Prima di rispondere alla domanda, occorre conoscere il funzionamento del Bail-in.
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Cos’è e come funziona il Bail-in

Il Bail-in è uno strumento di risoluzione delle crisi bancarie. Le norme dettate dalla Direttiva europea 2014/59/UE “BRRD, Bank recovery and resolution directive”, recepita nel nostro Paese con i decreti legislativi n. 180 e 181 del 2015, prevedono che nelle ipotesi in cui un istituto bancario presenti delle gravi sofferenze una Autorità di risoluzione possa attivarsi con interventi straordinari.

conti correnti e bail-inNell’ordinamento italiano l’Autorità di risoluzione è rappresentata dalla Banca d’Italia e può decidere delle misure di salvataggio delle banche in crisi, cercando di evitare la liquidazione coatta amministrativa.

Sono diversi gli strumenti su cui può contare l’Autorità di risoluzione, tra cui la possibilità di vendere alcune attività della banca, oppure di trasferire temporaneamente parte delle attività ad una banca ponte e le sofferenze su una “bad bank”.

Infine c’è il Bail-in, che in sostanza consiste nella svalutazione di azioni e crediti, e nella conversione dei crediti in azioni, al fine di assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca.

Le riduzioni e le conversioni previste dal Bail-in devono essere comunque calcolate da un esperto esterno alla banca in crisi.

A determinate condizioni anche i titolari di conto corrente possono essere chiamati a contribuire.
Per evitare che vengano penalizzati i piccoli risparmiatori sono stati stabiliti dei criteri di preferenza di crediti e titoli bancari.

Il criteri di preferenza (o criteri gerarchici) nel Bail-in

Una volta attivata la procedura del Bail-in, i primi titoli su cui applicare le misure di riduzione e/o conversione, sono le azioni (vale a dire le quote di capitale della banca).

La seconda scelta è rappresentata dalle obbligazioni, con ulteriore distinzione tra obbligazioni subordinate (quelle a rischio più alto) e titolari di obbligazioni senior (a rischio minore).

Quindi si passa alle obbligazioni bancarie non garantite e ad altre passività

Infine si passa ai prelievi forzosi sui conti correnti aperti presso la banca a rischio dissesto, ma solo su quelli che superano i 100mila euro di deposito.
Il criteri seguito, come si può notare, è inversamente proporzionale al livello di rischio.
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Esclusione dal Bail-in

Sono completamente esclusi dal Bail-in:

  • depositi protetti dal sistema di garanzia dei depositi (cioè di importo non superiore a 100mila euro);
  • passività garantite (covered bonds e altri strumenti garantiti);
  • passività derivanti dalla detenzione di beni della clientela o in virtù di una relazione fiduciaria (es. contenuto cassette di sicurezza o i titoli detenuti in un conto apposito);
  • passività interbancarie (ad eccezione dei rapporti infragruppo) con durata originaria inferiore a 7 giorni;
  • passività derivanti da partecipazione a sistemi di pagamento con una durata residua inferiore a 7 giorni;
  • debiti verso i dipendenti, debiti commerciali e fiscali purché privilegiati secondo la normativa fallimentare.

Il Bail-in e i conti correnti cointestati

Come ricordato, i conti correnti, così come i conti deposito, non sono soggetti al Bail-in entro i 100mila euro. Il prelievo è possibile sulle somme eccedenti questa soglia.

Può accadere però che uno stesso conto corrente sia intestato a due persone (come accade spesso tra coniugi). In questi casi la soglia di esclusione dal Bail-in raddoppia, diventando quindi di 200 mila euro.

Se uno dei due cointestatari dovesse essere anche titolare presso la stessa banca di un ulteriore conto corrente, si dovrà tener conto anche delle somme depositate. Il fondo di garanzia coprirà fino a 100 mila euro per ciascun cointestatario, mentre la parte eccedente potrà essere soggetta prelievo secondo le regole del Bail-in.

Che succede se una persona è titolare di più conti correnti presso banche diverse?

Quando una persona è titolare presso la stessa banca di più conti correnti sottoposta a procedure di risoluzione, la giacenza utile ai fini dell’applicazione del Bail-in è data dalla somma di tutte le giacenze depositate. La somma eccedente i 100mila euro potrebbe essere sottoposta a prelievo.

Diverso è il caso in cui la stessa persona è titolare di più conti correnti presso banche diverse. In tale ipotesi verranno considerate solo le somme depositate presso la banca sottoposta alle procedure di salvataggio.

Come evitare il Bail-in

Evitare Bail-inInnanzitutto bisogna considerare che il prelievo sui conti correnti di una banca a rischio dissesto è solo un’eventualità. Ma per stare più tranquilli e scongiurare ogni rischio si possono seguire dei semplici accorgimenti, sulla base delle regole sopra esposte.

E’ sconsigliato avere presso la stessa banca una somma superiore ai 100mila euro, anche in più conti correnti. Anche se la banca è a rischio di dissesto, sotto i 100mila euro, si è al riparo perché interviene il Fondo di garanzia.

Se si dispone di giacenze superiori a 100mila euro conviene valutare la possibilità di aprire un ulteriore conto corrente presso una banca diversa. Grazie alle banche online, oggi aprire un conto corrente è meno dispendioso.

Se si intende fare dei piccoli investimenti, ma sicuri, conviene puntare sui prodotti esclusi dal Bail-in, come ad esempio i covered bonds o i depositi vincolati (purché non si superi la soglia dei 100mila euro).
In ogni caso occorre fare molta attenzione sui rischi connessi ad ogni prodotto.

Quali sono gli istituti bancari sicuri?

Fermo restando che i conti correnti e conti deposito con giacenze inferiori a 100mila euro non rischiano il Bail-in, volendo scegliere un istituto considerato più sicuro occorre valutarne i requisiti patrimoniali.

In particolare bisogna tener conto del patrimonio di vigilanza, che è dato dal rapporto tra gli investimenti fatti e il patrimonio dell’istituto (Core Equity Tier 1 Ratio, o CET1 Ratio).

Secondo i parametri europei il CET1 Ratio di una banca dev’essere almeno del 10% per poter essere considerata sicura. Va tenuto presente inoltre il valore assegnato ad ogni banca dalle agenzie di Rating.
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