Come risparmiare sugli elettrodomestici rottamando l’usato

Rottamare un elettrodomestico e risparmiare? Si è possibile. I rifiuti elettronici sono diventati un vero problema ambientale anche quando vengono smaltiti nel migliore dei modo. Figurarsi cosa accade quando i privati o le aziende se ne sbarazzano uscendo dai canali preposti. Per evitare illeciti e far sì che i cittadini abbiano le giuste regole di smaltimento, facili da seguire sono state introdotte novità. Che potrebbero anche diventare opportunità di risparmio.

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Elettrodomestici croce e delizia per le famiglie

Smaltimento e direttive europee

La direttiva europea 2012/19/EU entrata in vigore in Italia circa due anni fa ha coinvolto tutti i punti vendita che vendono elettrodomestici. Non solo grandi catene ma anche piccoli punti vendita hanno infatti da allora l’obbligo di ritirare i cosiddetti Raee (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) da parte dei privati che in precedenza li abbiano acquistati. Il ritiro è gratuito. O per meglio dire l’accettazione, in quanto ovviamente il “ritiro” fisico specie in caso di oggetti ingombranti è assolutamente a carico dell’acquirente.

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Contando su questa direttiva quindi si sono generati due effetti:

  • quella che prima poteva essere una spesa di smaltimento a carico del singolo viene soppressa
  • viene fornita un’arma in più per tutelare l’ambiente

Lo smaltimento gratuito degli elettrodomestici infatti dovrebbe infatti evitare l’abbandono di elettrodomestici nei posti più disparati come bordi delle strade e via dicendo.

Un “Rapporto di sostenibilità” di Ecodom, Consorzio italiano per il recupero e il riciclaggio degli elettrodomestici, è emerso che 71mila tonnellate di Raee sono trattate in Italia (Reinserite nei processi produttivi oltre 62.300 tonnellate di materie prime che sono state riciclate). Il dato tra l’altro risale al 2013. Nel frattempo questi numeri sono aumentati.

Bonus mobili ed elettrodomestici

Il cosiddetto bonus mobili è un incentivo importante che può essere sfruttato da chi è in procinto di ristrutturare casa. Le detrazioni sono volte ad attività per migliorare il risparmio energetico e anche gli elettrodomestici rientrano in questa detrazione. Un elettrodomestico di classe A+ o superiore è in grado infatti di far risparmiare una grande quantità di kWh all’anno. Ciò si traduce in un bene tangibile per l’ambiente e per il portafoglio. Lo sgravio è del 50%. Se si identificano anche le giuste offerte energia elettrica il risparmio sarà inoltre ancora maggiore.

Per usufruirne è necessario:

    • essere in procinto di ristrutturare casa
    • acquistare elettrodomestici almeno di classe A+ (chiedendo uno specifico modulo al venditore che funge da attestato). Solo per i forni va bene anche la classe A.

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Esiste anche un ulteriore sgravio rivolto solo agli under 35 che stanno comprando la prima casa. Le giovani coppie devono vivere insieme da almeno 3 anni (quindi è valido anche per le coppie di fatto). I documenti per accedere alla detrazione sono:

  • l’atto di compravendita della casa,
  • carta d’identità per attestare l’età inferiore ai 35 anni
  • un certificato di residenza atto a dimostrare che la coppia vive insieme da almeno 3 anni.

Tutte quelle citate sono opportunità che ad oggi esistono per cercare di risparmiare sull’acquisto degli elettrodomestici e sul loro smaltimento (magari smaltimento in particolare di quelli vecchi da sostituire). E’ evidente che chi volesse risparmiare ulteriormente o meglio guadagnare qualcosa può provare a vendere i suoi prodotti usati che potrebbero rivelarsi interessanti per altri.

La tendenza a credere che un prodotto sia arrivato a fine vita porta molte persone a liberarsi di merce ancora funzionale (magari sostenendo una piccola riparazione). Tanto vale quindi provarci.

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