Come rendere il sole “più competitivo”

Quando qualche mese fa venne alla luce la mastodontica centrale termoelettrica di Ivanpah in California si era subito pensato a quale punto di magnificenza fosse giunto l’uomo nel richiamare  i benefici del sole. La splendida struttura dalle dimensioni impressionanti, costruita dalla BrightSource, che però adesso rischia di subire una certa flessione in termini di funzionalità, vediamo il perché.

Ivanpah: nuove metodologie di interpretazione del sole

Quando venne ideata e progettata la centrale, 6 anni fa, era più di un qualcosa di ingegnoso, rasentava il favoloso il progetto, un qualcosa di super tecnologico e di quanto di più ardito si potesse in effetti pensare. Anche Google, che da quelle parti non è proprio un’azienda che bada a sconti in termini di investimento stanziò circa 170 milioni di dollari. Un gesto che convinse sempre di più il colosso di Muntan View per entrare a far parte della storia delle energie rinnovabili. Purtroppo però un imprevisto ha per ora imposto uno stop alle magnifiche aspettative di tutti.

Ivanpah, costata la bellezza di circa 2,2 miliardi di dollari dove parte della spesa è stata finanziata con un prestito da parte del ministero dell’Energia degli Stati Uniti, circa 1,6 miliardi di dollari, è dunque un progetto riuscito a metà.

L’energia prodotta dalla centrale infatti è molto più costosa sia di quella realizzata con i combustibili fossili che di quella ottenuta con pannelli convenzionali. Per questo motivo, i ricercatori stanno cercando di trovare una soluzione alternativa per rendere la tecnologia più competitiva, abbassando il prezzo di specchi, motori e riduttori, tutti strumenti utilizzati per seguire il sole.

Ora, soltanto a distanza di circa 2 mesi, parecchi esperti – peraltro anche alcuni investitori – sostengono che questo tipo di impianto potrebbe essere anche l’ultimo del suo genere. Uno di questi è David Crane, CEO di NRG Energy che ha voluto sottolineare “Quando sei anni fa l’impianto è stato progettato la situazione economica era sicuramente migliore. Da allora, il prezzo dei pannelli tradizionali è precipitato e per questo motivo stiamo ora investendo in questo campo”.

Potremmo parlare dunque del costosissimo fascino dell’energia solare termica. Il tutto ruota su un unico punto: essendo troppo costosa, più della tipica energia solare ricavata dai classici pannelli, allora quale sarebbe la riduzione “tecnologica” che gli scienziati dovrebbero compiere per riportare tutto sotto controllo evitando inutili sprechi?

Bella domanda, anche se alcuni qualche risposta se la sono pur data, difatti un approccio per incrementare la capacità produttiva risparmiando risorse, consisterebbe nell’innalzamento delle temperature, manovra questa che permetterebbe di aumentare l’efficienza complessiva della centrale. Attualmente, le centrali operano a 650 °C o meno, anche se alcuni ricercatori stanno sviluppando sistemi per innalzare la temperatura tra gli 800 °C. e i 1,200 °C.

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