Come proteggere la privacy del cellulare

Il legame che una persona ha oggi con uno smartphone va ben oltre il normale utilizzo: il dispositivo racchiude all’interno tutta la nostra vita, lavorativa e personale, foto, video, informazioni sulla localizzazione, agenda, attività social e molto altro ancora. Questo significa che chiunque riuscisse ad accedere al vostro device potrebbe avere molte chances di violare la vostra vita privata su molti aspetti o addirittura di sfruttare tali informazioni per arrecarvi qualche danno, ad esempio rubando la vostra identità. Ecco come proteggere la privacy del cellulare.

Come proteggere la privacy sui cellulari
6 punti da considerare per tenere al sicuro i vostri dati personali in mobilità

Una situazione che non tutti hanno bene a mente quando utilizzano quotidianamente i telefonini. Come proteggere la privacy del cellulare, quindi? Il tema è tornato prepotentemente in primo piano soprattutto dopo le rivelazioni dell’ex contractor dell’NSA, Edward Snowden, sulle attività di controllo e le intercettazioni ad ampio raggio degli utenti statunitensi e stranieri da parte dell’agenzia della sicurezza nazionale statunitense, con una scia di polemiche che continua ancora oggi, a distanza di due anni dallo scandalo.
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Ma prima di preoccuparci degli innumerevoli problemi derivanti dalle inquietanti attività di spionaggio da parte di governi e di altri enti, statali e non (un tema sicuramente da non sottovalutare, soprattutto nel mondo di oggi, connesso praticamente in ogni istante), vediamo com’è possibile imparare a difendere la privacy su cellulari, smartphone e tablet già nel nostro “piccolo”. Ecco alcuni punti importanti da tenere sempre a mente e mettere in pratica:

1. Non registrare informazioni troppo personali sul cellulare

Oggi, grazie ad applicazioni dedicate, come ad esempio KeyChain di Apple o i portafogli digitali offerti da Microsoft, Google e la stessa Mela morsicata, ci è possibile registrare tutta una serie di informazioni relative alle carte di credito, all’home banking e ad altri documenti strettamente personali (patente, carta d’identità, tesserino sanitario, etc…). Ovviamente questo tipo di sistemi offre un’adeguata sicurezza dei dati se usati correttamente.

Se, tuttavia, non siete sicuri di poter utilizzare al meglio queste app o potete farne a meno, o ancora non siete certi del livello di sicurezza pubblicizzato dalle società, tanto meglio: lo smarrimento o il furto del cellulare contenente tali informazioni non protette correttamente vi esporrebbero a rischi enormi. Furto di identità, clonazione delle carte e truffe digitali sono dietro l’angolo.

Lo stesso discorso vale anche se deciderete di vendere o buttare lo smartphone o il tablet: ripristinate il device alle impostazioni di fabbrica, eliminate tutti i backup presenti e le informazioni personali prima di disfarvene.

2. Proteggi il cellulare con password e codici

Per proteggere il device vi sono varie possibilità messe a disposizione sia dalla stessa casa produttrice, sia da applicazioni terze e dalla stessa compagnia telefonica. Citiamone alcuni:

  • il codice PIN della SIM, per fare in modo che spegnendo il telefono non sia più possibile accedervi con la scheda inserita e non sia possibile accedere alle info racchiuse nella SIM stessa;
  • il codice di sblocco dello schermo: una funzione presente praticamente su tutti gli smartphone e tablet, che consente all’utente di impostare un codice o anche “lucchetti grafici” per evitare l’accesso al telefono dopo il blocco display;
  • utilizzate app terze sviluppate da aziende credibili e attendibili, che permettono di proteggere il telefono ma anche singoli servizi, ad esempio criptando o bloccando con password la galleria delle foto, la cronologia chiamate, i messaggi o la rubrica telefonica;
  • attivate i servizi di protezione a distanza del vostro dispositivo, se presenti: ad esempio con iPhone è possibile attivare tramite iCloud “Trova il mio iPhone”, che riesce a localizzare il telefono nel caso in cui venga smarrito o rubato, ma che permette anche di cancellare i dati contenuti nell’iDevice a distanza o di farlo suonare. Ci sono servizi simili anche sulle piattaforme concorrenti Android e Windows Phone.

3. Come proteggere la privacy del cellulare con l’antivirus

Questo tema è abbastanza controverso e non tutti, quindi, hanno lo stesso parere. Android è senza dubbio la piattaforma più diffusa del pianeta e di conseguenza anche la più soggetta a virus e minacce. Il nostro consiglio è di tenere sempre gli occhi aperti, di scaricare applicazioni o altri contenuti solo da fonti attendibili (preferibilmente solo dagli store ufficiali) e sicure e di evitare l’accesso a siti di dubbia provenienza. Con questo comportamento non avrete bisogno di un software antivirus sul vostro smartphone o tablet.

Se, invece, preferite proteggervi perché non siete sicuri di poter riconoscere effettivamente le minacce, nessun problema: sul Play Store troverete molte soluzioni valide sviluppate dalle più note aziende informatiche. Affidatevi solo ed esclusivamente a società credibili. Dispositivi come iPhone e Windows Phone hanno decisamente meno minacce da cui difendersi rispetto ad Android, quindi il buon senso e una sufficiente attenzione sono già un’ottima protezione.

4. Occhio al Wi-fi pubblico

Se avete l’abitudine di connettervi su hotspot pubblici gratis o su altri tipi di reti senza fili che non sia la vostra, fate attenzione: quando vi connettete ad una rete pubblica siate sicuri che navigando su Internet stiate utilizzando un protocollo criptato (https anziché http). Inoltre, diffidate da connessioni Wi-fi non protette: potrebbero essere degli inganni digitali aperti ad hoc che permetterebbero a malintenzionati di accedere ai dati del vostro telefono. Se non siete sicuri dell’attendibilità della rete, affidatevi ad un’offerta Internet mobile.

5. Attenzione allo spam

Link pubblicitari che vi rimandano a servizi non richiesti, pubblicità che se cliccate vi faranno attivare inconsapevolmente abbonamenti da diversi euro a settimana: lo spam è sempre in agguato, non solo nei pc, quindi attenzione a link o a banner condivisi su WhatsApp, su applicazioni non proprio attendibili, su apps social o via mail. Basterà evitare di accedervi cliccandovi sopra e sarete al sicuro.

6. Evita la localizzazione continua

E’ necessario dover tenere il GPS attivo anche quando non si utilizza un servizio di navigazione satellitare o mappe che necessitano della localizzazione? E’ necessario far sapere a tutti su Facebook o Twitter dove vi trovate in qualsiasi momento, tracciando continuamente i vostri spostamenti e rendendo pubbliche le tue abitudini quotidiane?

Questo è senza dubbio uno dei comportamenti più rischiosi che vi potrebbero esporre anche a situazioni ben più gravi (non mancano, ad esempio, casi di furti in casa organizzati da malviventi che tenevano sotto controllo i movimenti delle vittime via social network). Quando non è necessario, quindi, disattivate il GPS, il Wi-fi e altri sistemi di localizzazione: anche la batteria ve ne sarà grata!

Diciamolo: il mondo di oggi, in gran parte, non ci permette di rinunciare all’uso dei telefonini. Come proteggere la privacy del cellulare lo abbiamo visto, ma oltre a questi sei preziosissimi punti ce ne potrebbero essere molti altri.

Un paio d’anni fa il Garante per la protezione dei dati personali aveva lanciato una campagna pubblicitaria, con tanto di video, per sensibilizzare gli italiani sul tema della protezione dei dati personali in ambiente mobile: lo slogan era “Fatti Smart”: fatti intelligente, utilizza con consapevolezza i servizi e le funzioni dei cellulari, degli smartphone e dei tablet, tenendo bene a mente che, sebbene siano utilissimi e semplifichino spesso la vita di tutti i giorni, con un utilizzo sbagliato potrebbero invece complicarcela, e non poco. E voi come difendete la vostra privacy sul cellulare? Avete qualche consiglio da condividere? Lasciateci un commento qui in basso!

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