Come il digitale sta cambiando lo shopping

Natale si sta avvicinando e già in tanti si stanno preparando per ultimare l'acquisto dei regali. Gran parte degli acquisti sarà effettuato online, a testimoniare un radicale cambio delle abitudini dei clienti grazie al digitale. Vediamo come Internet ha cambiato l'abitudine all'acquisto degli italiani.

Come il digitale sta cambiando lo shopping

Una parte sempre più consistente degli scambi avviene ormai via smartphone, tablet o PC, e in particolare con Internet mobile: la possibilità di contare su un catalogo sempre fornito, di ricevere gli oggetti desiderati direttamente sulla porta di casa, di approfittare di sconti notevoli sono le chiavi del successo di un’abitudine che è sempre più diffusa anche tra le famiglie un tempo meno “tecnologiche”.

I dati, come era lecito aspettarsi, lo confermano. Secondo l’ultimo rapporto degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, dedicato all’Innovazione Digitale nel Retail, il 78% di chi naviga su mobile usa lo smartphone nel processo di acquisto.

L’Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail, giunto alla sua seconda edizione, ha infatti effettuato una survey sui top retailer italiani (i primi 300 per fatturato che sono presenti in Italia con negozi fisici); di questo campione sono stati indagati il livello di adozione 30 innovazioni digitali nel 2015 (e negli anni precedenti) sia le intenzioni di adozione per il 2016, divise nelle categorie di innovazioni nel back-end, innovazioni nella customer experience in punto vendita e innovazioni a supporto dell’omnicanalità.
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A far la parte del leone sono le prime, quelle per cui si è investito di più, tanto che l’86% del campione è già intervenuto per digitalizzarne almeno una parte, con soluzioni di CRM, sistemi di business intelligence analytics e la fatturazione elettronica.

Il 33% dei venditori che sono stati analizzati dall’Osservatorio ha già messo a punto soluzioni per migliorare l’esperienza di shopping, ad esempio con app o siti ottimizzati per la navigazione via smartphone (il 27%) o con soluzioni sempre mobili per l’online selling (il 18%).

Ma digitale non significa soltanto acquisti online: anche i negozi fisici, infatti, stanno diventando sempre più tecnologici per permettere ai clienti di godere di un approccio più efficiente ed efficace nei loro acquisti. Tra gli esempi, Oviesse (che nel suo flagship store ha messo a disposizione degli acquirenti un camerino virtuale, dotato gli assistenti di vendita di iPad e installato totem multimediali, oltre al servizio click&collect).

Camerino virtuale anche per Twinset, mentre Levi’s permette di “cucirsi addosso” un paio di jeans su misura. Ancora, Sephora, marchio notissimo nel settore della cosmetica, ha dato vita a uno specchio supertecnologico per vedere in un batter d’occhio l’effetto sul proprio viso di diversi make-up, grazie a una microcamera che riproduce il volto dell’utente e al riconoscimento facciale. Tecnologie simili sono state adottate anche da Rudy Project e da Rayban.

A tutto questo si aggiungano i configuratori online, ad esempio quelli per automobile (come la 500 per la Fiat, da customizzare secondo il proprio gusto, o per le auto Ford). Hanno da dire la loro anche i social network, con un customer care sempre più attivo su Twitter e Facebook e la possibilità di fare domande direttamente sugli articoli che si intende comprare, magari anche con Whatsapp (come Suite56, boutique di Piacenza).