Come hanno risparmiato gli italiani nel 2013

Complice il tempo di “bilanci” per le tasche delle famiglie italiane, torniamo volentieri sul tema del risparmio cercando di comprendere in che modo i nostri connazionali siano riusciti a “metter da parte” qualcosa e, soprattutto, dove sia andato a finire il risparmio degli stessi.

Crescono del 23% gli utenti abituali del commercio digitale
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Secondo quanto rivelano i dati forniti da Ipsos Acri, in particolare, un dato sembra essere piuttosto certo: il risparmio degli italiani è andato in misura sempre meno convinta verso il comparto immobiliare, visto e considerato che gli investimenti nel mattone sono crollati ancora, retrocedendo di circa il 70% rispetto al 2006.

Cala anche la fiducia nei confronti dei titoli di Stato, con i Bot (i buoni ordinari del Tesoro), che – afferma Bankitalia – avrebbero perso il 9% del proprio appeal. Migliore la tenuta dei titoli di lunga scadenza, con cali che hanno comunque permesso a tutti i titoli di Stato di acquisire una percentuale sulla ricchezza complessiva delle famiglie italiane pari al 5%.

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Sicuramente più positiva è la valutazione sui libretti di risparmio e sui conti deposito, a conferma della crescente propensione degli italiani a investire in liquidità. Più cauto – ma pur sempre positivo – è infine l’andamento degli investimenti in azioni e in partecipazioni aziendali non quotate, e nei fondi comuni di investimento. Segno più anche per il risparmio postale e per i depositi bancari a vista.

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