Come funziona TSU, il social che paga per condividere?

Si chiama TSU, è un nuovo social network ed ha una caratteristica in grado di renderlo praticamente unico: paga gli utenti per condividere foto, video e link sul proprio sito o mediante le applicazioni realizzate per Android e per iOS. Un servizio innovativo e curioso, che sta continuando a far ampiamente discutere di sé. Vediamo come funziona TSU.

Come funziona TSU?
Come funziona TSU?

Per il momento per cercare di comprendere come funziona TSU non ci si può che riferire agli utenti che hanno ricevuto un invito per poterlo provare in maniera pragmatica: lanciato alla fine di ottobre 2014, e in grado di ricevere oltre 7 milioni di dollari di investimenti nelle primissime settimane di avvio, il social network per il momento è ancora relativamente “chiuso”, pur avendo raggiunto almeno 2 milioni di iscritti.

Graficamente e per struttura il sito ricorda da vicino Facebook (una scelta probabilmente utile per evitare qualsiasi disorientamento e creare una immediata fidelizzazione dell’utenza), con la concreta e sostanziale differenza relativa al fatto che una buona parte dei ricavi pubblicitari vengono redistribuiti tra i propri utenti.

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Detto ciò, per utilizzare TSU si può utilizzare il sito o scaricare con Internet mobile l’applicazione disponibile sia per iOS che per Android. Bisognerà dunque indicare il nome della persona già iscritta dalla quale si è ricevuto l’invito per provare il social network o cercare tra gli utenti iscritti una persona alla quale domandare una raccomandazione.

Una volta avuto accesso alla piattaforma, nella colonna centrale sarà possibile scorgere quanto condiviso dai propri amici e dalle persone che si seguono, mentre nella colonna a sinistra ci sono le informazioni sul proprio account. Compresa, naturalmente, l’analisi delle statistiche sulla visione dei propri post: un elemento fondamentale se volete intuire quanto state realmente guadagnando.

Quanto si guadagna con TSU?

La risposta è semplice: solamente il 10% dei ricavi generati dai contenuti degli utenti viene trattenuto dal social network. Il restante 90% viene invece redistribuito tra gli utenti, retrocedendo varie quote con un sistema piramidale che cerca di basarsi sulla ricostruzione di un albero genealogico piuttosto complesso, che non riassumiamo.

Sarà sufficiente per garantirsi le opportune interazioni tra gli utenti? La redistribuzione si tradurrà in un benefit tangibile per gli iscritti?

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