Come funziona la nuova soglia di 3000 euro del limite contante

Aumenta a 3.000 euro la soglia di utilizzo del contante in Italia, come annunciato dal Governo Renzi, anziché gli attuali 999,99 euro. La modifica è prevista nella legge di Stabilità per il 2016. Superato questo limite, bisognerà utilizzare uno strumento tracciabile per i pagamenti, quali i bonifici, gli assegni non trasferibili o le carte di credito o bancomat. Chi non ha un conto corrente può aprirne uno a zero spese né bolli.

Come funziona la nuova soglia di 3000 euro del limite contante

La soglia di utilizzo del contante attualmente in vigore, ovvero di 999,99 euro, è stata introdotta dal Governo Monti nella manovra salva-Italia il 6 dicembre 2011, riducendo più del doppio il limite che allora era pari a 2.500 euro. Qualora non venga rispettata questa soglia è prevista una sanzione che va dall’1% al 40% degli importi trasferiti oltre i mille euro, con una penalità minima di 3mila euro.

La soglia attuale si applica a tutti i soggetti residenti in Italia, a prescindere dalla loro nazionalità, includa la Pubblica Amministrazione che dal 1° luglio 2012 deve avvalersi unicamente di pagamenti elettronici (bonifici su conto bancario o postale, libretto postale o una carta prepagata abilitata) per il versamento di stipendi o pensioni oltre i 1.000 euro.
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A giugno 2015, la Camera aveva analizzato e approvato alcune mozioni presentate dai partiti di maggioranza per impegnare il Governo «a valutare la possibilità di assumere ulteriori iniziative normative, rispetto alle norme contenute nella delega fiscale, in materia di tracciabilità dei pagamenti e di fatturazione elettronica e contestualmente a valutare l’opportunità di una revisione della disciplina vigente in tema di uso del contante, prevedendo un innalzamento della soglia limite dei mille euro e ponendo l’Italia in linea con gli altri Stati europei», ricorda il Sole24Ore.

Turismo e commercio al dettaglio, soglia di 15mila euro

Ci sono però alcune eccezioni. Ad esempio, la soglia attuale per i pagamenti in contante nel commercio al dettaglio e per le agenzie di viaggio è pari a 15mila euro, ma unicamente per stranieri non residenti in Italia non appartenenti a uno Stato UE, Liechtenstein, Islanda e Norvegia).

In ogni caso, per accettare i pagamenti in contante oltre 1.000 euro, commercianti o agenzie di viaggio devono inviare una comunicazione preventiva alle Entrate nella quale devono indicare il conto corrente da utilizzare, ricorda IlSole24Ore. Questo perché occorre il giorno dopo versare il denaro contante incassato sul conto corrente e consegnare all’operatore finanziario copia della comunicazione inviata all’agenzia delle Entrate. Va richiesto anche fotocopia del passaporto del turista straniero e un’autocertificazione attestante che il diretto interessato «non possiede la cittadinanza italiana né di uno dei Paesi UE o dello Spazio economico europeo e che non è residente in Italia».

In Italia 82% delle transazioni avviene in cash

Nel nostro Paese la stragrande maggioranza delle operazioni commerciali avviene in contante, con un 82% di transazioni che utilizzano questo metodo di pagamento contra una media europea del 60%. Tuttavia, al sistema Paese l’utilizzo esagerato del contante costa 8 miliardi.

L‘elevato uso del cash è conseguenza del fatto che nel nostro Paese ci siano ancora circa 15 milioni di persone che non dispongono di un conto corrente presso una banca e perciò non hanno accesso ad alcuna forma di pagamento tracciabile quali un bonifico, un assegno o una carta di debito.

Ricordiamo però che è possibile avere un conto corrente anche senza spendere niente. Con i conti online a zero spese, non è previsto alcun costo fisso, canone di apertura, mantenimento o chiusura. Scegliendo bene, si può approfittare persino del vantaggio che offrono alcune banche di farsi carico loro dell’imposta di bollo di 34,20 euro annui prevista dalla legge. Così, se il conto lo si utilizza solo per accreditare uno stipendio o pensione, non c’è alcuna spesa da sostenere.

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