Come funziona il prestito ipotecario?

Dal prossimo 6 maggio entrerà in vigore la nuova normativa sul prestito ipotecario per chi abbia compiuto almeno 60 anni di età. Gli anziani che hanno bisogno di liquidità, grazie a questa formula di finanziamento, potranno ottenere il denaro di cui necessitano offrendo come garanzia un’ipoteca sulla propria abitazione. Come funziona il prestito ipotecario? Chi può richiederlo?

Come funziona il prestito ipotecario? 

Sta per entrare in vigore la nuova normativa sul prestito ipotecario, precisamente il 6 maggio prossimo. Cambiano i requisti e parte della disciplina di questa forma di finanziamento, pensata per gli anziani che hanno bisogno di liquidità per spese imminenti, purché abbiano anche un immobile di proprietà su cui costituire un’ipoteca a garanzia del credito.

Quali sono i requisiti per richiedere un prestito ipotecario?

I requisiti per l’accesso al prestito ipotecario sono due:

  • avere la proprietà di un almeno immobile ad uso residenziale (in categoria A esclusa la A/10) da assoggettare ad ipoteca di primo grado;
  • aver compiuto 60 anni di età (nella normativa precedente l’età era di 65 anni).

Ovviamente l’ammontare del prestito erogabile vari in funzione del valore dell’immobile offerto in garanzia.
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Che differenza c’è tra vendita della nuda proprietà e prestito ipotecario?

Il prestito ipotecario a differenza della vendita della nuda proprietà permette di conservare la proprietà dell’immobile, che invece rappresenta una garanzia per la restituzione delle somme ottenute in prestito. Una volta estinto il debito, il proprietario o i suoi eredi riscatteranno la proprietà della casa.

La vendita della nuda proprietà, invece, è una vera e propria compravendita dell’immobile, che quindi comporta il trasferimento della nuda proprietà dello stesso. Tuttavia nel contratto è contenuta una clausola che garantisce un usufrutto vitalizio a favore di chi abita nella casa.

Alla morte dell’usufruttuario o degli usufruttuari, la proprietà diventa piena per l’acquirente.

In secondo luogo la compravendita della nuda proprietà non ha il limite della destinazione d’uso dell’immobile. Infatti il contratto può riguardare qualsiasi categoria di immobili, compresi depositi, locali ad uso commerciale o di ufficio, magazzini, locali industriali, ecc…

Un’altra differenza riguarda i soggetti abilitati a erogare il finanziamento. Nel caso della nuda proprietà, le somme che il soggetto acquirente elargisce a favore del proprietario dell’immobile rappresenta il corrispettivo per l’acquisto, quindi qualunque privato può essere parte dell’accordo.

Il prestito vitalizio invece può essere erogato solo da banche e intermediari finanziari abilitati secondo le norme del Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia.

Chi paga e le imposte sulla casa?

Non essendoci un trasferimento di proprietà (cosa che invece accade con la vendita della nuda proprietà), il proprietario dell’immobile continuerà a pagare tutte le imposte sulla casa (IMU, TASI, TARI, IRPEF, quando dovute) come avveniva prima dell’attivazione del prestito ipotecario.

Che succede se alla morte del beneficiario del prestito il debito non è stato estinto?

Come noto, la banca o la finanziaria che ha erogato il finanziamento, vantando un’ipoteca, ha il diritto di far vendere l’immobile per ottenere la soddisfazione del credito residuo. Se il prezzo di vendita dovesse essere maggiore rispetto al credito residuo, gli eredi hanno diritto ad ottenere la differenza.

Se invece il prezzo di vendita non dovesse essere sufficiente ad estinguere il debito del beneficiario del prestito, la banca non può pretendere nulla dagli eredi.

L’immobile può essere riscattato?

Il beneficiario del prestito non perde la sua proprietà, per cui in qualsiasi momento può estinguere il debito e liberare la casa dall’ipoteca.

Anche gli eredi, dopo la morte del beneficiario, possono decidere di riscattare l’immobile pagando il credito residuo alla banca o alla finanziaria che ha erogato il finanziamento, liberando la casa dall’ipoteca e acquisendone la piena proprietà.

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