Come fare un bonifico sul conto di un’altra persona 

Far arrivare un bonifico sul conto di un terzo sarebbe teoricamente impossibile, ma ormai molti istituti di credito accettano questa eventualità, a patto che siano compiuti gli adempimenti necessari, dal “censimento” delle parti in causa alla dichiarazione al fisco da parte di chi ha concretamente recepito la somma. Qui di seguito, tutti i dettagli per non sbagliare.

Tutti gli adempimenti necessari per non incorrere nel reato di evasione

Il bonifico conto terzi

Chi non ha un conto corrente può trovarsi nella situazione di dover ricevere un bonifico, ma di non sapere come comportarsi. In questo caso ci si chiede se è possibile utilizzare il conto di un altra persona, ma una simile pratica, com’è facile immaginare, se abusata può portare ad aggirare il fisco.

A livello teorico, il bonifico è un trasferimento di denaro tra due persone, e per la sua stessa natura non dovrebbe prevedere la possibilità di coinvolgere un terzo; grazie all’evoluzione delle esigente dei correntisti (e non correntisti), oggi invece il bonifico conto terzi è uno strumento possibile, avendo cura di tenere a mente alcuni accorgimenti.
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La casistica contemplata dalle banche

Inutile dire che l’operazione deve essere legale, e in più l’istituto di credito deve essere disponibile a compiere l’operazione; non tutte le banche lo consentono, per cui è necessario informarsi. Inoltre, per effettuare un bonifico conto terzi è necessario recarsi direttamente in filiale e fornire le proprie generalità, in modo da scongiurare le possibilità di aggirare la normativa antiriciclaggio.

Se la banca in questione non accetta il bonifico conto terzi, può essere comunque possibile il versamento dietro delega, ad esempio per il trasferimento dello stipendio sul conto di un altro: in questo caso, basta avere un’autorizzazione del titolare o dei titolari del conto al datore di lavoro, debitamente firmata, e portarla in filiale.

La dichiarazione al fisco

È infine necessario che il bonifico che arriva sul conto corrente di un terzo venga poi dichiarato al fisco da parte di chi ha effettivamente incassato la somma, altrimenti si va incontro al reato di evasione fiscale per occultamento del reddito percepito.

Un’ultima alternativa, per chi non vuole aprire un conto corrente, sono le carte ricaricabili con codice IBAN, quasi sempre a costo zero.

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