Come evitare spese extra sullo smartphone

Il canone medio per le offerte di telefonia mobile negli ultimi anni si è abbassato, ma questo non vuol dire che la spesa relativa all’uso del proprio smartphone sia sempre quella prevista. Non di rado, infatti, si finisce con il pagare di più di quanto preventivato: colpa di soglie superate, utilizzi del servizio particolarmente onerosi (ad esempio le chiamate dall’estero), funzionalità dell’operatore o di terzi di cui non si è a conoscenza. Ecco come fare per evitarlo.

È possibile eliminare molti dei costi aggiuntivi legati al proprio abbonamento o ricaricabile

La navigazione su Internet

Uno smartphone, ormai, non è più soltanto un dispositivo per telefonare, ma una vera e propria piattaforma portatile per la connessione a Internet. La gran parte delle offerte di telefonia mobile oggi prevede un numero abbastanza elevato di GB di traffico dati a disposizione (fino a 30 nel caso di alcune offerte di 3 Italia), ma è sempre meglio sincerarsi di avere un piano dati attivo.

Basta ricevere una fotografia su WhatsApp, o dare un’occhiata a Facebook, per consumare un certo quantitativo di traffico. Gli operatori di norma hanno delle tariffe Internet base per chi non ha un’offerta Internet integrata e che scattano alla prima connessione della giornata, per quanto piccola sia, e i prezzi possono essere molto alti: ad esempio Vodafone applica un costo di ben 6 euro al giorno per chi naviga senza opzioni dedicate, con 1 GB a disposizione.

Se non si è sicuri di avere del traffico dati incluso con la propria offerta, ad esempio perché la tariffa è piuttosto vecchia e non è mai stata convertita in qualcos’altro, è una buona idea contattare il servizio clienti del proprio provider e sincerarsi della situazione.

Le pagine a pagamento

Un’autentica piaga, per chi non vuole spendere troppo con il cellulare, è rappresentata dalle pagine a pagamento e ai contenuti che si attivano in vari modi, a volte senza che l’utente nemmeno se ne accorga. Di solito gli operatori propongono molti di questi servizi con un canone settimanale o mensile, ma la loro sottoscrizione è abbastanza chiara: si tratta in genere di cose utili, per chi li richiede.

Più insidiosi, invece, sono i servizi attivati cliccando su banner vari o pop-up pubblicitari, in particolare se si visitano pagine Internet, si naviga su Facebook o si usano versioni free di app per lo smartphone. La maggior parte di loro sono assolutamente non richiesti e quando si riceve l’SMS che conviene l’avvenuta iscrizione (spesso per cifre non indifferenti, come 5 euro a settimana) è ormai troppo tardi.
Confronta le offerte TIM
È possibile bloccare per sempre, senza doversene più preoccupare, i servizi e le pagine a pagamento grazie al cosiddetto “barring”, che disabilita i servizi Premium e la possibilità della loro attivazione. Quasi sempre è sufficiente una telefonata al numero del servizio clienti del proprio provider: la voce guida suggerirà le operazioni da fare per mettersi al sicuro da queste spese extra non richieste.

I servizi dei provider

Oltre ai contenuti extra offerti dai provider di telefonia mobile, esistono diversi servizi che, soprattutto negli ultimi tempi, sono diventati a pagamento anche se in passato erano sempre stati gratuiti. È una tendenza che ha portato a numerosi scontri con la stessa Autorità, l’AGCOM, e non di rado alla condanna dei fornitori, colpevoli di non aver informato con sufficiente chiarezza del cambiamento.

Esempi recenti riguardano l’opzione 4G per ricaricabili e abbonamenti 3 Italia (1 euro al mese, attivato di default anche su telefonini che non possono accedere a Internet ad alta velocità), il servizio Exclusive di Vodafone, il servizio Prime di TIM, e ancora il costo delle chiamate in roaming.

Proprio pochi giorni fa è diventato a pagamento anche il servizio di Vodafone per conoscere il proprio credito, al numero 414 (rimane gratuito invece l’accesso all’app My Vodafone o all’area clienti del proprio sito).
Confronta le offerte di telefonia mobile
Anche in questo caso, una chiamata all’operatore (o un controllo approfondito dell’app del proprio provider direttamente dallo smartphone) aiuterà a controllare quali servizi sono attivi in un determinato momento, ed eventualmente a disattivarli.

Purtroppo, alcuni problemi rimangono difficilmente aggirabili: uno degli esempi più noti è la segreteria telefonica di Tre, sempre a pagamento  (20 centesimi) anche se disattivata, spesso inavvertitamente chiamata sugli iPhone con il tasto in basso a destra nella finestra di composizione del numero. In questi casi, l’unica è fare particolarmente attenzione.

Il superamento delle soglie

Infine, una parte consistente delle spese extra sugli smartphone è rappresentata dal superamento delle soglie, in particolare quelle che riguardano la connessione Internet o le chiamate dall’estero.

Per il roaming, la situazione è destinata a cambiare nei prossimi mesi, visto che la Commissione Europea ha approvato la riduzione complessiva del costo delle chiamate e delle connessioni dall’estero (attenzione però alle spese extra UE); per Internet, invece, alcuni operatori, una volta superati i GB di traffico dati in dotazione, continuano a offrire il servizio gratuitamente ma a velocità molto più basse (di solito 32 Kb), altri invece permettono di spendere una certa cifra e di ricominciare a navigare come se fosse già arrivato il giorno del rinnovo (è il caso di Vodafone con Vodafone Shake).

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