Come è cambiato l’algoritmo di Facebook per i giovani che non usano i social

I giovani amano le nuove tecnologie. Tuttavia, questa affermazione – forse fin troppo superficiale – può celare il fatto che non sempre i risultati ottenuti possono essere facilmente conservati sul lungo termine. E così può accadere che un servizio al quale i giovani sono stati fortemente affezionati, gradualmente perda il proprio appeal.

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Facebook cambia (ancora): ecco come

Il riferimento alle poche righe in apertura si presta piuttosto bene al rapporto tra i giovani e i social network e, in particolar modo, a Facebook. Che la società di Mark Zuckerberg sia conscia della parziale emorragia dell’interesse dei più giovani è d’altronde ben noto: tra di essi ci sono coloro che si sono allontanati poiché si sono resi conto di impiegare sulle pagine del social troppo tempo, mentre sono sempre di più che dichiarano di non aver bisogno di un account, o di essere particolarmente infastidito dalle violazioni della propria sfera personale.

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Quanto sopra si traduce in un risultato di massima: circa un quarto dei giovani resiste alla tentazione di trascorrere del tempo sui social network, con una quota di difficile valutazione ma, in ogni caso, non certo trascurabile. Talmente non trascurabile che dalle parti di Facebook hanno ben pensato di correre ai ripari e, sul proprio blog ufficiale, dichiarare che presto avverranno diversi cambiamenti a causa del varo di un nuovo algoritmo che, presumibilmente, rivoluzionerà parzialmente le priorità dei contenuti che gli utenti possono vedere in cima alla propria timeline connettendosi con la versione per dispositivi di telefonia mobile o device fissi.

Sulla base di quanto intuito, non saranno tenute in considerazione solo le interazioni e il tempo di permanenza nell’articolo, quanto anche la probabilità che gli iscritti a una pagina desiderino vedere quel particolare contenuto, attraverso una sorta di “sondaggio” a campione su un Feed Quality Panel, che valuterà la qualità degli aggiornamenti con un voto, contribuendo così a sviluppare positivamente la qualità del newsfeed.

Naturalmente, è ben difficile che quanto sopra possa fermare la disaffezione che più di qualche utente ha manifestato nei confronti del mondo “sociale”. Tuttavia, è un chiaro segno di continua attenzione per un panorama che si evolve, e non sempre nel modo più atteso e pianificabile.

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