Come disinstallare applicazioni di sistema Android

Poco spazio, velocità deludente, continue notifiche, magari nel cuore della notte: i motivi per voler cancellare le applicazioni che non si usano più o non si sono mai usate possono essere diversi, ma bisogna fare attenzione e seguire accorgimenti particolari quando vogliamo intervenire sulle app di sistema preinstallate dai produttori dei nostri smartphone. Ecco come fare per dimenticarsele una volta per tutte.

Dal rooting alla disattivazione, ecco come fare

Come fare per eliminare le applicazioni sgradite

Eliminare una app su uno smartphone è un’operazione davvero semplice, e chiunque è in grado di scegliere “disinstalla” dal menu Applicazioni delle impostazioni o, se usa il launcher giusto, trascinare l’app incriminata nel cestino; o ancora, su iPhone, fare tap fin quando non comincia a vibrare e premere il cerchio di chiusura. I problemi cominciano a spuntare se si vogliono rimuovere le app di sistema.

Questi programmi includono le applicazioni che si trovano già installate sul nostro dispositivo di telefonia mobile al momento dell’acquisto, e che i produttori più famosi – come Samsung, LG, Huawei, Xiaomi, la stessa Google – offrono agli utenti Android con l’obiettivo di spingerli all’utilizzo dei propri servizi. Inutile negarlo: molte di queste verranno usate una o due volte al massimo nell’arco della vita del telefono, se non addirittura mai aperte, in compenso occupano memoria e rischiano di appesantire le performance del sistema. Ecco come fare per rimuoverle, tenendo bene a mente un avvertimento: buona parte delle app di sistema sono indispensabili per far funzionare lo smartphone nel modo giusto, ed è quindi necessario eliminare solo quelle della cui inutilità si è assolutamente certi, pena la possibilità di dover reinstallare l’intero sistema operativo Android (magari perdendo i dati non salvati sul cloud).

Il primo modo (e il più rischioso): il root

Il rooting, o in italiano “effettuare il root”, è un procedimento il cui solo nome fa provare un brivido lungo lungo la schiena degli utenti Android più inesperti; e con buona ragione, perché se non si è preparati sulle operazioni da fare il rischio è quello di danneggiare in modo a volte irreparabile il proprio smartphone. Il rooting è il processo con cui, nei sistemi Android – un po’ come l’accesso come amministratore su Windows – si acquistano i diritti di superuser, che danno la possibilità virtualmente illimitata di operare sul sistema modificandolo a proprio piacimento.

Per la sicurezza dell’utente, il rooting è una procedura considerata non standard nelle versioni di Android presenti sugli smartphone dei brand più importanti, e deve essere effettuato aggirando le protezione e caricando il giusto bootloader. La procedura varia da telefono a telefono e va seguita con attenzione, anche tenendo conto degli eventuali problemi di garanzia derivati dal rooting.

Chi è amministratore del proprio smartphone ha grandissime possibilità di modding e di intervento in prima persona sul sistema, e del resto è proprio questa potenzialità di Android che ancora oggi attira moltissimi appassionati di costumizzazione del sistema operativo (oltre a consentire di usare lo stesso sistema in versioni “personalizzate” delle varie marche). Per un amministratore, cancellare app di sistema è un gioco da ragazzi: non si contano le applicazioni, come Root App Deleter, che permettono la disinstallazione dei vari bloatware che appesantiscono il computer in un batter d’occhio. Attenzione perché cancellare determinate applicazioni – come l’app per accedere al Play Store – potrebbe compromettere in modo abbastanza grave l’uso senza intoppi del vostro telefono, rendendo necessarie operazioni di recupero piuttosto lunghe e noiose. Stesso discorso per app da non eliminare mai (a meno di non sapere ciò che si sta facendo) come quelle che hanno come ID com.android.browser, com.android.email, com.android.mms e via dicendo.

Altre applicazioni che possono essere utilizzate dopo aver effettuato il rooting sono System App Remover (che aiuta anche a individuare le applicazioni da non rimuovere per evitare guai) o Titanium Backup (che oltre a salvare e ripristinare le varie app di Android senza difficoltà permette di disinstallare le app preinstallate dai produttori).
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Il secondo modo: la disinstallazione senza root

Senza il rooting, è possibile eliminare le applicazioni di sistema ma la procedura è piuttosto laboriosa. Per prima cosa bisogna installare ADB o Android Debug Bridge, un programma con interfaccia a linea di comando che permette di inviare dei comandi al proprio smartphone via PC. Dopo averlo fatto – ed esservi assicurati di avere i driver aggiornati per il vostro smartphone sul computer – si entra nelle «Opzioni sviluppatore» di Android e si spunta «Debug USB». Accertatevi anche che il protocollo MTP (l’opzione relativa si trova nelle impostazioni per la connessione al computer tramite USB) sia attivo.

Aprite l’archivio zip di ADP e poi un prompt dei comandi (shift + click destro del mouse, «Apri il prompt dei comandi qui»); ora digitate “adb devices” (senza virgolette). Poi, nella nuova finestra, i comandi da digitare saranno “adb shell” e “pm list packages | grep” seguito dal nome del produttore, in modo da identificare le app di sistema installate. Avrete una lista di applicazioni nel formato, già visto, di com.[produttore].[tipo], che potete cancellare con il comando “pm uninstall -k -user 0” seguito dal nome del pacchetto e da invio. Per non rischiare di cancellare pacchetti che invece vi potrebbero servire, controllate con cura anche facendo riferimento ad applicativi di terze parti, come ad esempio App Inspector.

Il terzo modo: la disattivazione

A volte non è davvero necessario eliminare del tutto le applicazioni di sistema non gradite: basta semplicemente disattivarle, opzione possibile anche per non vuole effettuare il rooting sul proprio dispositivo. L’operazione è molto semplice: basta aprire le impostazioni e andare in «Applicazioni», dopodiché fare tap sull’applicazione in questione e selezionare «Disattiva». In questo modo non ci saranno più né aggiornamenti né fastidiose notifiche, e soprattutto basta un semplice tap per riattivare l’applicazione.

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