Come cambia il fisco per le partite IVA

Il regime fiscale che regola le partite IVA ha cambiato spesso volto negli ultimi anni, tra riforme, innovazioni e passi indietro; dalle varie incarnazioni del regime dei minimi fino alle più recenti voci di una maggiore attenzione per una categoria spesso poco considerata, il destino dei professionisti e delle piccole imprese rimane incerto. Qualche certezza in più arriva dalle ultime possibili novità fiscali in materia, che qui riassumiamo.

Novità già da maggio, poi toccherà alla Legge di Stabilità

Obiettivo semplificazione

L’obiettivo dichiarato del Governo è quello di sostenere la crescita delle partite IVA e, allo stesso tempo, rendere gli adempimenti fiscali relativi sia meno onerosi in termini economici che più semplici dal punto di vista degli obblighi, visto che la legislazione in materia è spesso molto complessa anche se le cifre di cui si parla non sono sempre elevate.

Alla fine di maggio si partirà probabilmente con la presentazione di un correttivo al decreto semplificazioni attuativo della delega fiscale (Dlgs 175/2014), anche se un’altra possibilità è che alcune di queste norme finiscano nel decreto legge già annunciato più volte dal ministro Pier Carlo Padoan «Finanza per la crescita 2.0». Incertezze sulla data del primo passo ma non sull’ultimo, che sarà la prossima Legge di Stabilità a dicembre 2016.

I cambiamenti di maggio

Per questo mese, non a caso mese di presentazione delle dichiarazioni dei redditi, sono state annunciate una serie di semplificazioni, ancora non del tutto definite, che riguarderanno principalmente le comunicazioni (sempre meno) e la digitalizzazione degli obblighi. Tra queste, l’addio allo spesometro, la necessità di comunicare per una serie di adempimenti solo le variazioni rispetto ai dati già in possesso del Fisco, mentre gli atti catastali arriveranno in digitale direttamente con la Pec. Infine, moratoria estiva con sospensione feriale dei termini amministrativi a carico dei contribuenti e proroga automatica di 60 giorni dei termini di versamento e dichiarazione in caso di ritardi dell’amministrazione finanziaria nell’emanazione di provvedimenti attuativi, istruzioni o prospetti.

Per chi non ha una partita IVA ritorna l’F24 cartaceo, ma ancora incertezze rimangono sul 770. Allo studio anche la possibile abrogazione della presunzione legale di maggiori compensi per i versamenti non giustificati sui conti correnti dei professionisti.

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Che cosa porterà la Legge di Stabilità

Proprio l’ex Finanziaria dovrebbe contenere invece la flat tax o Iri (imposta sul reddito dell’imprenditore), che sarà proporzionale e non più progressiva (come l’Ires, insomma, e non come l’Irpef) e riguarderà tutte le imprese personali che lasciano gli utili in azienda. Insieme arriverà forse anche l’applicazione del criterio di cassa per la determinazione del reddito prodotto dalle imprese personali in contabilità semplificata, in modo da pagare le tasse su quanto guadagnato realmente, così come per i professionisti.

Altre novità dovrebbe riguardare la definizione dell’autonoma organizzazione, necessaria affinché microimprese e professionisti siano finalmente sicuri di non dover pagare l’Irap; allo studio anche l’abolizione per alcune categorie degli studi di settore, come molti professionisti dove è sempre stata notevole la distanza tra i compensi effettivi e quelli derivati dagli studi. Possibile anche l’aumento della quota di deducibilitàdell’Imu dal reddito d’impresa.

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