Come “bucare” una rete WiFi

Non mancano, su Internet e sugli shop online di applicazioni per smartphone e tablet, programmi che permetterebbero di violare le Wi-Fi altrui, sfruttando illegalmente la loro banda per il proprio traffico. Tale operazione, va detto subito, è un reato (diverso è il caso in cui volontariamente alcuni utenti offrono la loro connessione gratuitamente, senza una password, ad esempio in seguito a una catastrofe naturale). Ci sono però anche programmi che servono per valutare la sicurezza della propria rete WiFi e capire se hanno impostazioni obsolete o vulnerabili. Ecco quindi come “bucare” una rete WiFi per capire se e quando intervenire.

Privacy
Ecco come comportarsi per valutare la sicurezza della propria rete wireless

Quand’è che la rete wireless è sicura

Se ormai una normale connessione Ethernet non richiede una password, diverso è il caso per le reti wireless, che teoricamente possono essere “agganciate” da chiunque si trovi nelle vicinanze del router, in particolar modo se ha un segnale potente o amplificato tramite range extender o altri apparecchi di questo tipo.

Per questo esistono password con un determinato livello di crittografia, questi ultimi indicati con sigle diverse.
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Gli standard crittografici più diffusi sono tre:

  • WEP (Wired Equivalent Privacy): il primo standard IEEE 802.11, non va ormai più usato perché è vulnerabile a causa dell’autenticazione debole e al vettore di inizializzazione (IV) a 24 bit;
  • WPA (Wi-Fi Protected Access): è lo standard intermedio, che garantisce compatibilità con i dispositivi WEP pur superandone i difetti. Può funzionare in modalità personale o aziendale e, rispetto al WEP, usa un algoritmo di cifratura RC4 combinato a un vettore di inizializzazione di dimensione pari a due volte quello WEP e chiavi a 256 bit, invece di 64 o 128 bit.
  • WPA2 (Wi-Fi Protected Access2): è lo standard corrente, quello più sicuro e quello da usare. Si tratta della crittografia più avanzata e sostituisce gli algoritmi RC4 e TKIP con gli algoritmi CCMP e AES.

Perché violare la propria rete WiFi

Quando si attiva una nuova offerta ADSL e telefono o solo ADSL e si riceve un modem wireless compreso nell’offerta, è molto comune che questo abbia configurazioni “base”, con la password riportata sul fondo dell’apparecchio. Di per sé, già questo non è sicuro, e sarebbe meglio cambiare subito la chiave d’accesso; per di più, relativamente ad alcuni provider particolari programmi sono in grado, partendo dal nome con cui viene identificata la connessione wireless, di suggerire la password giusta per accedervi.

Ecco perché questi programmi possono essere molto utili a chi cerca di capire se il proprio Internet wireless è effettivamente a prova di bomba o se le impostazioni attive sono obsolete o particolarmente vulnerabili.

Come “bucare” la rete WiFi

Per chi vuole sapere come “bucare” la propria rete WiFi, esistono vari applicativi, per PC e dispositivi mobile, che possono analizzare la connessione wireless e valutarne la sicurezza e le eventuali vulnerabilità. Si passa da WirelessKeyView, che mostra tutte le password Wi-Fi memorizzate sul computer (comodo soprattutto sui laptop e sui notebook di chi viaggia molto) a RouterPassView, che offre aiuto a chi vuole collegarsi alla rete Wi-Fi di casa ma non si ricorda più la password: RouterPassView permette infatti di scoprire la password necessaria ad accedere al pannello di controllo del router, raggiungibile digitando nel campo dell’indirizzo del browser o 192.168.1.1 o 192.168.0.1.

Altri programmi dedicati a chi vuole capire come bucare la rete WiFi sono WPA Tester, per iPhone, che permette di testare la sicurezza delle reti wireless dei principali operatori, sia italiani che internazionali, con un sistema di calcolo della password assai rapido che consente di rendersi conto immediatamente della penetrabilità della propria connessione, e WPA Tester Defectum, che esegue più o meno le stesse funzioni su dispositivi mobili che hanno come sistema operativo Android.

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