COCONUT, la fibra a 1 Gbps parla italiano

Non sono passati poi così tanti anni, ma pensare che un tempo ci si collegava con i modem da 14.4 Kbps fa sorridere. All’epoca anche soltanto scaricare la homepage di un sito (peraltro molto meno elaborato e definito degli attuali) era un’impresa, oggi la banda è diventata larga e poi ultralarga e non accenna a fermarsi.

Sviluppata dalla Scuola Superiore Sant'Anna una tecnologia già compatibile con le infrastrutture attuali

Allo stato attuale, la fibra ottica più veloce d’Italia è appannaggio di TIM e Vodafone, a 300 Mbit/s in download. Per la precisione, TIM la offre solo sulla città di Milano, mentre Vodafone a Milano, Torino e a Bologna. Più che sufficienti anche per le applicazioni più avide di risorse, come la telepresenza o lo streaming ad altissima definizione, ma è certo che la tecnologia, tra pochi anni, vorrà infrastrutture ancora più complete.
Scopri Super Fibra di Vodafone
La risposta potrebbe essere italiana, grazie alla Scuola Superiore Sant’Anna che sta mettendo a punto un progetto di grande interesse, COCONUT, con il quale usando la normale struttura FTTH (Fiber to the home) si potrà viaggiare addirittura a 1 Gbps, per la precisione 953 Mbps. Il triplo delle più alte velocità attuali: con le velocità di COCONUT, scaricare un film ad alta definizione sarebbe questione di pochi secondi,

COCONUT è un progetto sviluppato in collaborazione con diverse università, aziende ed enti che hanno scelto di investire nella ricerca delle nuove superconnessioni: Universitat Politecnica de Catalunya (Spagna), Athens Information Technology Center (Grecia), British Telecom (Regno Unito), Ericsson AB (Svezia), Alcatel-Lucent 35Lab (Francia), Promax Electronica (Spagna) e Optronics Technologies (Grecia). Il nome, accattivante, sta per il ben più ostico COst-effective COhereNt Ultra-dense-WDM-PON for lambda To-the user access.

Durante una recente dimostrazione a Pisa della nuova tecnologia, nella quale si è sfruttato il tratto di una rete commerciale a fibra ottica della città messo a disposizione da Agestel, si è potuto apprezzare le enormi potenzialità di questa tecnologia, di cui il Prof. Ernesto Ciaramella ha chiarito le basi su cui poggia COCONUT: «Nella versione più performante, le reti PON (Passive Optical Network) utilizzano la multiplazione di lunghezza d’onda, ovvero molti canali a lunghezza d’onda diversa (WDM). La nostra intenzione era di aumentare in maniera significativa il numero di canali, cioè il numero delle lunghezze d’onda e, pur mantenendo la compatibilità con le infrastrutture attuali, estendere in modo significativo le dimensioni della rete e quindi il numero di utenti in grado di connettersi».
Scopri TIM Smart Fibra
La dimostrazione ha mostrato il frutto di tre anni di studio, ma la prevedibile domanda è: quanto ci vorrà per vederla disponibile per gli utenti? Molto poco, a quanto sembra, e a costi limitati. Naturalmente la tecnologia riguarda solo la fibra che arriva fino in casa e non la FTTC, che raggiunge l’armadio stradale, e quindi sarà necessario puntare soprattutto sulla FTTH. Ma la compatibilità, secondo quanto dichiarato dal Prof. Ciaramella a Dday.it, è assicurata.

«Gli operatori non vogliono intervenire sulle centraline in strada, perché non si possono mettere negli armadi apparecchiature delicate e soprattutto nessuno ha intenzione di andare a toccare apparati che sono già stati installati e verificati», ha dichiarato il professore, alla guida del team della scuola, mostrando come sia soprattutto il modem la chiave del progetto. «La nostra soluzione prevede solo un apparato da installare in centrale e ovviamente un modem a casa degli utenti. E questo modem è il punto chiave: abbiamo fatto una stima e i componenti necessari per adeguare i modem non sono assolutamente costosi. Altre soluzioni simili prevedono un investimento ingente per i consumatori con modem molto costosi, nel nostro caso non è così: siamo stati i primi che a dimostrare che si può fare una rete con velocità da capogiro usando componenti a basso costo».

Commenti Facebook: