Clima Energia UE: tutte le decisione rimandate al 2015

Tutte le decisioni sugli obiettivi europei per clima ed energia sono state rimandate al 2015: i capi di Stato e di Governo dell’UE, durante questi giorni al Consiglio Europeo, hanno rinviato ogni decisione in materia di clima ed energia. I leader europei hanno riconosciuto la necessità di rafforzare l’indipendenza dalle costose importazioni di combustibili fossili ma non hanno adottato misure e non hanno trovato un accordo.

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Le lobby industriali fossili hanno convinto i leader europei alla frenata: decisioni clima energia rimandate al 2015

I leader europei affermano che l’Europa deve rafforzare la propria indipendenza energetica, soprattutto considerando la crisi ucraina, ma non hanno adottato misure e non sono arrivati a nessun accordo su nuovi obiettivi per ridurre le emissioni di CO2, sviluppare le energie rinnovabili e migliorare l’efficienza energetica entro il 2030.

Il rinvio delle decisioni in materia di clima ed energia in Europa preoccupa molto, fondamentalmente alle associazioni ambientaliste. Monica Frassoni e Francesco Ferrante di Green Italia hanno dichiarato al riguardo che  “Oggi l’Europa e la sua rappresentanza politica smarriscono la propria vocazione di leadership sul tema della lotta al cambiamento climatico. Le conclusioni del vertice dei Capi di Stato e di Governo Ue in merito agli obiettivi per clima ed energia 2030 non hanno portato ad alcuna presa di posizione definitiva in termini di target”.

“Ogni decisione è, così, rimandata al 2015, – continua Green Italia – in vista della Conferenza sul Clima di Parigi. Questa è la conferma che la lobby industriale fossile ha convinto alla frenata i leader europei, insistendo sul vecchio (e ingiustificato) modo di pensare secondo il quale azione per il clima e ripresa economica sarebbero in contraddizione”.

Il rinvio è in netto contrasto con i risultati di un recente studio della stessa Commissione Europea, che dimostra che obiettivi energetici e climatici più ambiziosi potrebbero portare importanti risultati positivi come un taglio alla dipendenza dall’importazione di energia elettrica.

Il semestre europeo a guida italiana, nell’anno che l’Ue dedica alla green economy, riserva dunque al premier italiano Renzi l’occasione formidabile di dimostrare di volere realmente “un’altra Europa”: libera dalle lobby e proiettata verso il futuro – affermano gli esponenti di Green Italia – Solo con un impegno per raggiungere obiettivi avanzati e vincolanti in termini di riduzione delle emissioni domestiche di gas serra, di innalzamento della percentuale di energie rinnovabili nel consumo finale e di aumento dell’efficienza energetica, l’Italia potrà ritagliarsi un ruolo da protagonista in Europa”.

Al contrario di quanto sostenuto dalle lobby del nucleare e degli idrocarburi, che premono per portare l’Ue a fare un passo indietro, le nostre proposte sono uno stimolo allo sviluppo economico, non un peso – continuano Frassoni e Ferrante – Target ambiziosi per energia e clima al 2030 sono la strada verso un’economia più competitiva, la creazione di nuovi posti di lavoro e il risparmio di fino a 2mld di euro in energia: la risposta innovativa per uscire dalla crisi”.

Greenpeace: Europa continua a inviare fiumi di soldi agli oligarchi russi

D’altronde, Greenpeace ha sottolineato che nel 2012 l’Europa ha speso in totale circa 545 miliardi di euro per le importazioni di energia, e l’Italia da sola circa 62 miliardi di euro.

Sembrerebbe che Putin e tutti i petrolieri tengano al guinzaglio i leader europei – afferma Luca Iacoboni, responsabile clima ed energia di Greenpeace Italia – Rimandando la decisione, fiumi di soldi continueranno ad uscire dall’Unione Europea per entrare nelle tasche degli oligarchi russi, degli sceicchi arabi e dei soliti noti da cui a parole vorremmo diventare indipendenti: cosa impossibile senza un chiaro sostegno allo sviluppo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica”.

Al riguardo, Greenpeace ha lanciato una campagna su twitter (#laSvoltabuona per il clima), chiedendo al Renzi un maggior impegno. L’associazione supporta 3 obiettivi vincolanti a livello nazionale per la diminuzione di almeno il 55% delle emissioni di CO2, l’incremento al 45% della quota da rinnovabili e l’aumento del 40% dell’efficienza energetica.

 

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