Clima-energia 2030: l'accordo è molto probabile secondo Gozi

Un accordo tra i 28 paesi dell'UE sugli obiettivi di risparmio energetico e di diminuzione di emissioni nei prossimi anni "è a portata di mano" e sarà molto probabilmente raggiunto a Bruxelles nelle riunioni di domani e dopodomani. Queste le recenti dichiarazioni del sottosegretario per gli Affari europei Sandro Gozi, dopo il Consiglio Affari generali. Il target vincolante proposto dalla Commissione europea è la riduzione delle emissioni inquinanti del 40% nel 2030 rispetto al 1990.

Clima-energia 2030: l'accordo è molto probabile secondo Gozi

Giovedì e Venerdì prossimi si terrà il vertice dei leader dei 28 e l’UE è a caccia di un accordo ‘last minute‘ sugli obiettivi del pacchetto clima-energia per il 2030.

Le fonti comunitarie sono ottimiste ma caute, perché “ci sono nodi da sciogliere legati a singoli Stati membri“, sebbene per Sandro Gozi è molto probabile che si raggiungerà l’accordo sulla strategia da adottare per il 2030.

C’è un dibattito sull’obiettivo di diminuzione del 40% della CO2 e sulla ripartizione dei costi per raggiungerlo, fondamentalmente attraverso il mercato UE delle emissioni (Ets) e i meccanismi di “solidarietà” alla base dei futuri sostegni rivolti alla Polonia e al gruppo di Visegrad (Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria).

Ma ci sono altri punti in sospeso: c’è target “vincolante” a livello UE di “almeno il 27%” di consumo di energia elettrica pulita, che oscilla fino al 30%, più un obiettivo “indicativo” di un incremento del 30% dell’efficienza energetica. Su questo punto l’accordo ancora non c’è.
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A causa dei problemi tra Ucraina e Russia per il gas, c’è un nuovo obiettivo da raggiungere, e cioè quello delle interconnessioni della rete elettrica rispetto alla produzione installata. Il Portogallo punta a raggiungere il 15% per il 2030, però questa proposta non ci sarebbe più nell’ultima bozza, che riferisce unicamente la necessità di prendere “misure urgenti” per raggiungere il precedente target già fissato al 10%.

Dopo gli ultimi stress test invece c’è un nuovo grande paragrafo dedicato al gas, in cui tutti gli stati membri accordano la realizzazione di “progetti critici” di interesse comune, a partire dal corridoio Nord-Sud, task force di tecnici su specifiche interconnessioni, miglioramenti della capacità di stoccaggio.
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Infine, è evidente che il nuovo pacchetto clima-energia è necessario per indicare come dovranno andare avanti gli investimenti nel settore, ma anche per mantenere la credibilità europea a livello internazionale. L’accordo è necessario, perché l’UE non può presentarsi ancora senza un’intesa alla prossima conferenza ONU che si terrà a dicembre in Perù.

Dal prossimo appuntamento di Parigi del 2015 dovrebbe poi raggiungersi un nuovo accordo globale per la riduzione del CO2. A dicembre l’agenda del summit UE è già abbastanza piena con le politiche economiche, e ci sarà anche un’altra novità: la parola del nuovo presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk.

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