Classificazione energetica, 88% degli immobili non ha un certificato valido

C’è ancora molto da fare nel settore immobiliare per quanto riguarda la classificazione energetica: solo il 12,7% degli immobili possiede oggi un certificato valido come stabilito dalla legge.

Dal 1 gennaio scorso, indicare l’indice di prestazione energetica di un immobile è diventato obbligatorio, in particolare quando si tratta di “offerte di trasferimento a titolo oneroso di edifici o di singole unità immobiliari”.

Questo vuol dire che, per mettere in vendita un’abitazione, il proprietario deve prima farsi fare da un tecnico abilitato la certificazione energetica della stessa, dato che questa classificazione dovrà essere indicata nell’annuncio di vendita, indipendentemente dal tipo di annuncio scelto (affissi all’abitazione, pubblicati su riviste, giornali, siti internet, ecc).

Questo decreto è valido non solo per le case ma per qualsiasi tipo d’immobile o fabbricato.

L’obbligo è stato introdotto nel decreto rinnovabili, e per adesso solo sul 12,7% degli immobili in vendita o locazione viene riportato l’indice di prestazione energetica. Naturalmente, acquistare o affittare un’abitazione con una miglior performance energetica permette al consumatore di risparmiare in energia elettrica, e perciò si tratta di un’informazione molto importante prima di prendere una decisione.

Secondo il portale Immobiliare.it, vi sono delle differenze importanti a seconda della regione. Ad esempio, nel Nord Est, la percentuale di annunci che rispettano la norma è pari al 18,9%, mentre a Nord Ovest è del 15,6%; al Centro Italia invece solo l’8,8% degli immobili possiedono la certificazione, e le percentuali più basse si verificano al Sud con il 3,8% degli annunci in regola.

Per quel che riguarda le provincie, quelle che registrano i maggiori livelli di certificazione sono Bolzano (25,6%) e Trento (22,0%), seguite da Milano (11,3%) e Torino (10,2%). A Roma invece solo il 5,2%, mentre all’ultimo posto si trova Palermo, con uno 0,9% degli annunci con certificazione energetica.

Per capire il perché di queste evidenti differenze tra le regioni, è utile sapere che l’unica regione che sanziona il mancato adempimento dell’obbligo è la Lombardia, con multe fino a 5.000€. La norma nazionale, invece, non prevede sanzioni.

 

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