Classe energetica elettrodomestici, l’Italia in ritardo per l’UE

L’Italia è in ritardo rispetto la maggior parte delle nazioni europee riguardo l’adozione della nuova etichettatura energetica. Così, la Commissione Europea esorta l’Italia, insieme a Romania e Cipro, ad adottare al più presto le norme a tutela del consumatore in materia di classificazione energetica degli elettrodomestici.

La Commissione Europea ha sottolineato che, dovo aver inviato le lettere di costituzione in mora il 18 luglio dell’anno scorso, “Cipro, la Romania e l’Italia non hanno ancora comunicato alla Commissione di avere pienamente recepito la direttiva nel proprio ordinamento nazionale”.

Nello specifico, la Commissione ha spiegato che: “La direttiva sull’etichettatura energetica ha un ruolo importante nel promuovere l’efficienza energetica e nel sensibilizzare i consumatori. Fornendo ai consumatori informazioni comparative sul consumo energetico dei prodotti che acquistano, l’etichetta energetica li aiuta ad assumere decisioni che consentono loro di risparmiare energia e denaro e incoraggia i produttori a sviluppare prodotti caratterizzati da un buon grado di efficienza energetica”.

Va ricordato che, in una famiglia fornita dalla maggior parte di elettrodomestici di uso frequente, si stima che solo il 25% del consumo di energia elettrica è causato dalla produzione di acqua calda e l’illuminazione; perciò, il 75% restante è generato dall’uso degli elettrodomestici.

Inoltre –continua la Commissione- la definizione di soglie comuni a tutta l’Unione europea in materia di efficienza energetica (B, A, A+ ecc.) dà agli Stati membri un sistema di riferimento chiaro sulle caratteristiche dei prodotti”.

Questa direttiva sull’etichettatura energetica si inserisce nel contesto europeo della diminuzione “20-20-20”, ovvero una riduzione del 20% di emissioni di CO2 rispetto al 1990 e del 20% di consumo di energia elettrica tramite una maggiore efficienza energetica, da raggiungere entro il 2020.

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