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Classe di merito: il bonus protetto

La classe di merito è uno dei parametri più importanti per definire la tariffa Rc auto. Come conservarla e migliorarla? Semplice: basta non causare mai incidenti. E col tempo, la tariffa Rca scenderà, o comunque eviterà di subire rincari fortissimi, specie se si abita in una zona non ad alto rischio di incidente o di truffa assicurativa. Ma esiste anche un altro modo per tutelare la classe di merito: il bonus protetto. Vediamo di che cosa si tratta.

Classe di merito: il bonus protetto

Una clausola particolare

Il bonus protetto è una clausola particolare del contratto Rc auto, un qualcosa in più rispetto alla polizza Rca tradizionale, base. E le Assicurazioni hanno solo la facoltà di proporla al cliente: non tutte le Compagnie la prevedono. Si tratta di questo: la classe di merito viene conservata anche se si causa un singolo incidente. Non viene applicato il malus, ma scatta il bonus, proprio come se l’assicurato fosse stato prudente e non avesse provocato sinistri.

Con questa formula, il malus scatta solo a partire dal secondo incidente durante l’annualità assicurata. Occhio a non confondersi: non parliamo di anno solare, ma dei dodici mesi che partono dalla firma del contratto Rc auto in agenzia.

Ovviamente, la clausola del bonus protetto ha un costo, molto variabile in base a diversi fattori: in particolare, incidono la classe di merito occupata in quel dato momento dall’automobilista e la residenza. La logica è facile: più si è a rischio sinistro e più quella clausola costerà.

Per chi vuole di più

Più costoso, perché fa più da “ombrello” per il portafogli del guidatore, è il bonus doppiamente protetto, o bonus garantito: ogni Assicurazione chiama questa clausola come ritiene opportuno. Nel caso in cui l’assicurato abbia 31 anni e appartenga alla prima classe, gli vengono concessi due sinistri in un anno: all’assicurato non viene applicato il malus. Che scatta solo a partire dal terzo incidente.

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