Il Cipe sblocca 1,4 miliardi per la banda larga

Il Cipe si appresta a sbloccare  i famosi 1,4 miliardi per la banda larga. Si tratta degli 800 milioni del piano Romani, a cui si sono aggiunti altri 600 milioni, provenienti dagli enti locali. Ecco quindi ricomparire magicamente i fondi, prima scomparsi e poi congelati.

Gli esponenti del PD ribadiscono la volontà di garantire neutralità alla rete, permettendo la diffusione delle nuove tecnologie e lo sviluppo del software aperto.

Certamente, una rete efficiente deve tener conto delle esigenze dei clienti e delle imprese, garantendo un ritorno adeguato agli investimenti. Gentiloni sottolineava qualche tempo fa che, essendo la rete un bene pubblico indispensabile a trasportare tutte le informazioni di un Paese, è necessaria una regolamentazione pubblica.

Il Tremonti-ter prevede infatti un bonus sotto forma di credito d’imposta, sugli investimenti delle imprese private che operano (o decidono di farlo) nel settore.

Folle invece, secondo il giudizio di Stefano, una tariffazione diversificata a seconda dei servizi utilizzati come propone il senatore Della Vedova, «anche in autostrada si paga un pedaggio diverso a seconda del percorso realizzato e così dovrebbe avvenire anche in rete»

appresta a sbloccare  i famosi 1,4 miliardi per la banda larga. Si tratta degli 800 milioni del piano Romani, a cui si sono aggiunti altri 600 milioni, provenienti dagli enti locali. Ecco quindi ricomparire magicamente i fondi, prima scomparsi e poi congelati.

Gli esponenti del PD ribadiscono la volontà di garantire neutralità alla rete, permettendo la diffusione delle nuove tecnologie e lo sviluppo del software aperto.

Certamente, una rete efficiente deve tener conto delle esigenze dei clienti e delle imprese, garantendo un ritorno adeguato agli investimenti. Gentiloni sottolineava qualche tempo fa che, essendo la rete un bene pubblico indispensabile a trasportare tutte le informazioni di un Paese, è necessaria una regolamentazione pubblica.

Il Tremonti-ter prevede infatti un bonus sotto forma di credito d’imposta, sugli investimenti delle imprese private che operano (o decidono di farlo) nel settore.

Folle invece, secondo il giudizio di Stefano, una tariffazione diversificata a seconda dei servizi utilizzati come propone il senatore Della Vedova, «anche in autostrada si paga un pedaggio diverso a seconda del percorso realizzato e così dovrebbe avvenire anche in rete»

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