Cina: restrizioni a Internet per gli scontri nello Xinjiang

Dopo i terribili scontri avvenuti a Urumqi, capitale della regione nord occidentale cinese dello Xinjiang, il governo cinese ha bloccato l’accesso a Internet per impedire la diffusione di informazioni circa i disordini etnici che caratterizzano da sempre quest’area e che hanno provocato la morte di 140 persone.

Si tratta del più alto numero di morti dagli scontri avvenuti in piazza Tienanmen nel 1989 quando vennero represse le manifestazioni democratiche dall’esercito cinese. La responsabilità di questi nuovi scontri è stata attribuita ai separatisti musulmani che, da sempre, non si sentono parte della Repubblica Popolare Cinese.

Gli abitanti della città cinese hanno riferito che Internet verrà bloccato per 48 ore e non sarà possibile nemmeno l’accesso ai siti della città e dei governi dell’intera regione.

Non sembra essere finita qui: il blocco del governo sembra interessare anche zone come Pechino e Shanghai in cui molti siti, tra cui il social network Twitter, sembrano non funzionare.

Una notizia allarmante sia per la libertà di espressione che per la libertà di informazione della popolazione Cinese, continuamente sottoposta a questo genere di soprusi.

ibili scontri avvenuti a Urumqi, capitale della regione nord occidentale cinese dello Xinjiang, il governo cinese ha bloccato l’accesso a Internet per impedire la diffusione di informazioni circa i disordini etnici che caratterizzano da sempre quest’area e che hanno provocato la morte di 140 persone.

Si tratta del più alto numero di morti dagli scontri avvenuti in piazza Tienanmen nel 1989 quando vennero represse le manifestazioni democratiche dall’esercito cinese. La responsabilità di questi nuovi scontri è stata attribuita ai separatisti musulmani che, da sempre, non si sentono parte della Repubblica Popolare Cinese.

Gli abitanti della città cinese hanno riferito che Internet verrà bloccato per 48 ore e non sarà possibile nemmeno l’accesso ai siti della città e dei governi dell’intera regione.

Non sembra essere finita qui: il blocco del governo sembra interessare anche zone come Pechino e Shanghai in cui molti siti, tra cui il social network Twitter, sembrano non funzionare.

Una notizia allarmante sia per la libertà di espressione che per la libertà di informazione della popolazione Cinese, continuamente sottoposta a questo genere di soprusi.

Commenti Facebook: