Chiusi i siti Megavideo e Megaupload e arrestati i fondatori: violazioni del Copyright

Duro colpo per il mondo dello sharing online: l’FBI, infatti, ha chiuso i servizi Megaupload e Megavideo, due utilizzatissimi siti per la condivisione di file e lo streaming video, a causa della violazione di copyright su contenuti audio, video e software che venivano scambiati attraverso i propri canali da parte degli utenti.

L’accusa è molto grave: oltre 500 milioni di dollari di danno per i detentori dei diritti d’autore, tanto che gli inquirenti hanno descritto Megaupload come parte di una vera e propria organizzazione criminale basata sulla pirateria informatica.

I due fondatori del servizio, Kim Schmitz e Mathias Ortmann, sono stati arrestati e resteranno in carcere fino a che non verrà stabilita una cauzione (l’udienza è prevista per lunedi). La retata dell’FBI e l’arresto arrivano in concomitanza con le polemiche sul SOPA (lo Stop Online Piracy Act), il controverso disegno di legge contro la violazione del copyright presentato al Congresso Americano da un deputato repubblicano.

Tantissimi gli utenti che esprimono solidarietà a Megavideo e ai fondatori del progetto: su Facebook e in altri social network si moltiplicano le pagine e i gruppi che auspicano il salvataggio del servizio. C’è chi si è spinto anche oltre: un gruppo di utenti Anonymous, infatti, ha sferrato un attacco informatico contro i siti della Universal, della RIAA (Recording Industry Association of America) della MPAA (Motion Picture Association of America) e del Dipartimento di Giustizia USA, rendendoli irraggiungibili.

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