Vodafone inganna i clienti sulle chiavette, Antitrust a gamba tesa

Le sanzioni arrivano, le informative sono incomplete e fuorvianti, le pratiche commerciali risultano scorrette ma la notizia non viene messa in risalto. L’antitrust multa Vodafone, qualche giorno fa, nel settore internet mobile su queste chiavette davvero lente ma nessuno (Mondo3 a parte) ne parla.

La pratica commerciale scorretta evidenziata dall’Antitrust risiede nel non aver correttamente informato i clienti finali circa le prestazioni effettive e le modalità di tariffazione dei servizi di connessione ad internet in mobilità delle chiavette internet.

Il provvedimento non riguarda strettamente le caratteristiche tecniche delle chiavette ma punto il dito contro un’informativa incompleta e fuorviante che non permette di comprendere a fondo le motivazioni che condizionano e limitano la velocità effettiva.

Ecco la nota dell’Antitrust:

Sul punto e con specifico riferimento alle caratteristiche del servizio offerto, infatti, deve escludersi la possibilità di avere contezza a priori della velocità di navigazione effettivamente raggiungibile attraverso i differenti modelli di Internet Key. Ciò in ragione delle numerose variabili da cui dipende la velocità di navigazione in internet in mobilità, ampiamente descritte da Vodafone nelle proprie difese.
Ciò nonostante, la comunicazione commerciale del professionista riguardante tale tecnologia utilizza il valore attribuito alla velocità della navigazione come principale elemento di identificazione delle diverse offerte commerciali proposte.
Valore che assurge, quindi, a principale parametro di riferimento utilizzato dal consumatore al fine di operare la propria scelta commerciale, non solo fra le diverse offerte di operatori concorrenti, ma fra le stesse differenti offerte proposte da Vodafone. Peraltro, anche a differenza di altri operatori concorrenti, la comunicazione di Vodafone Omnitel N.V.oggetto di contestazione risulta principalmente incentrata proprio sul vanto prestazionale di una velocità di navigazione molto elevata (non preceduta neppure dall’indicazione “fino a” o similari).
Sulla base di tale presupposto, l’indicazione di una velocità superiore induce il consumatore a ritenere che l’upgrade del proprio supporto tecnologico possa garantirgli prestazioni migliori. Prestazioni che non incrementeranno, tuttavia, senza l’ulteriore modifica di una o più variabili da cui dipende la velocità di navigazione effettivamente fruibile. Fra queste, importanza primaria riveste la tecnologia della rete disponibile in una determinata area geografica,anch’essa identificata a mezzo di valori riferiti alla velocità di connessione. Ciò è tanto più vero se si prende a riferimento la tecnologia di rete a 28.8Mbps, che non è stata ancora implementata. [..] Le condizioni di fornitura del servizio in oggetto, evidenziano, in particolare, il potenziale effetto confusorio generato dall’utilizzo del dato prestazionale con riferimento alla tecnologia della Internet Key, seppur esistente, ma necessariamente da ricollegare, per quanto interessa il consumatore, al dato prestazionale relativo alla rete di supporto implementata del gestore. Come evidenziato nelle proprie difese dal professionista, il dato relativo alla velocità è il criterio utilizzato per identificare commercialmente il tipo di tecnologia supportato dai singoli modelli di Internet Key. Tuttavia, il valore in questione viene percepito dal consumatore medio in termini di concreto utilizzo e specifici livelli qualitativi e prestazionali. L’utente non è infatti interessato alle astratte potenzialità del device Internet Key (28.8), ma alla concreta possibilità di fruire di un servizio di elevate velocità di navigazione, acquistando il prodotto reclamizzato. Conseguentemente, il riferimento alla teorica velocità della Internet Key appare fuorviante per il consumatore medio se non relazionato al dato relativo alla tecnologia di rete disponibile e, quindi, ricondotto a una funzionalità di concreto utilizzo che l’utente possa apprezzare.

L’Autorità evidenzia il messaggio ingannevole di una velocità pari a 28.8Mbps, in quanto non raggiungibile in alcun modo, nonostante la nuova tecnologia utilizzata (HSPA+) e i terminali idonei. Non è però possibile vantare una velocità così alta (28.8), in assenza di specifiche e puntuali precisazioni che possano delimitarne l’enfasi e conseguentemente mitigare le aspettative del consumatore rispetto alle funzionalità a cui lo stesso è evidentemente interessato.

L’Autorità appura anche che la scritta “Ready” presente sulle chiavette con la velocità massima raggiungibile, in assenza di altre precisazioni è fuorviante ed è necessario informare l’attuale impossibilità di raggiungere la velocità prospettata.

L’Autorità sottolinea anche come, nonostante si pubblicizzi una velocità di 28.8Mbps, venga omessa nell’informazione la policy del c.d. fair usage grazie alla quale Vodafone può di limitare la velocità di connessione in modo drastico: in questo modo l’informativa viene taciuta in modo ingannevole in quanto è potenzialmente rilevante ai fini dell’acquisto.

Così scrive ancora l’Antitrust:

Tale limitazione, fermo restando che non è qui in discussione la legittimità in sé dell’utilizzo di siffatti strumenti di controllo e monitoraggio della rete onde evitare fenomeni di saturazione per l’utilizzo massivo da parte di un numero limitato di utenti, deve essere adeguatamente segnalata ai consumatori. L’istruttoria ha evidenziato che la predetta limitazione può essere estesa per i 30 giorni successivi a tutte le applicazioni dei clienti che nel mese precedente hanno superato la soglia di 10GB di traffico mensile. L’applicazione della limitazione citata prevede una velocità massima di 128Kps in invio (upload) e di 64Kps in ricezione (download), senza distinzione in base al tipo di tecnologia supportata dal device in uso. Pertanto, l’importanza dell’informazione relativa alla policy descritta assume particolare rilievo nella campagna pubblicitaria a mezzo stampa (28.8Mbps) in quanto incentrata su una particolare velocità di navigazione e un servizio qualitativamente più elevato, che supera anche velocità contemplate nella maggior parte delle offerte consumer relative alla navigazione da postazione fissa. Limitatamente a tale aspetto e a tale campagna pubblicitaria, dunque, la mancata indicazione di tale limitazione, anche mediante uno specifico rinvio ad altra fonte informativa, integra un’omissione ingannevole in quanto elemento potenzialmente rilevante ai fini dell’orientamento di alcuni target di consumatori, data soprattutto l’entità della limitazione in questione che potrebbe non essere applicata da altri operatori.

L’Autorità contesta inoltre l’omissione nella campagna pubblicitaria della tariffazione internet a scatti di 15 minuti addebitata anticipatamente. La sanzione comminata è di 80.000 euro.

Nell’ultimo bollettino dell’Antitrust trova posto anche una seconda sanzione comminata a Vodafone per la pubblicità ingannevole della tariffa “Vodafone Tutto Internet” in quanto ai consumatori non sarebbero state fornite informazioni chiare, esatte e complete circa le effettive condizioni della promozione (canone mensile, costi oltre soglia, durata del vincolo contrattuale, costi di attivazione e di recesso anticipato).

Anche in questo caso l’Autorità ha giudicato la pratica commerciale ingannevole perché, omettendo o presentando in modo ambiguo e incompleto informazioni rilevanti in merito alle caratteristiche e alle effettive condizioni economiche il consumatore può essere indotto ad effettuare una scelta che non avrebbe effettuato in caso di informativa adeguata. La seconda multa è pari a 60.000 euro

Bisogna sottolineare ancora una volta la trasparenza di Mondo 3 definito da SosTariffe un “Guerriero della luce”:

“Per questo sono guerrieri della luce. Perché si interrogano. Perché cercano una ragione: e certamente la troveranno” P. Coelho

arrivano, le informative sono incomplete e fuorvianti, le pratiche commerciali risultano scorrette ma la notizia non viene messa in risalto. L’antitrust multa Vodafone, qualche giorno fa, nel settore internet mobile su queste chiavette davvero lente ma nessuno (Mondo3 a parte) ne parla.

La pratica commerciale scorretta evidenziata dall’Antitrust risiede nel non aver correttamente informato i clienti finali circa le prestazioni effettive e le modalità di tariffazione dei servizi di connessione ad internet in mobilità delle chiavette internet.

Il provvedimento non riguarda strettamente le caratteristiche tecniche delle chiavette ma punto il dito contro un’informativa incompleta e fuorviante che non permette di comprendere a fondo le motivazioni che condizionano e limitano la velocità effettiva.

Ecco la nota dell’Antitrust:

Sul punto e con specifico riferimento alle caratteristiche del servizio offerto, infatti, deve escludersi la possibilità di avere contezza a priori della velocità di navigazione effettivamente raggiungibile attraverso i differenti modelli di Internet Key. Ciò in ragione delle numerose variabili da cui dipende la velocità di navigazione in internet in mobilità, ampiamente descritte da Vodafone nelle proprie difese.
Ciò nonostante, la comunicazione commerciale del professionista riguardante tale tecnologia utilizza il valore attribuito alla velocità della navigazione come principale elemento di identificazione delle diverse offerte commerciali proposte.
Valore che assurge, quindi, a principale parametro di riferimento utilizzato dal consumatore al fine di operare la propria scelta commerciale, non solo fra le diverse offerte di operatori concorrenti, ma fra le stesse differenti offerte proposte da Vodafone. Peraltro, anche a differenza di altri operatori concorrenti, la comunicazione di Vodafone Omnitel N.V.oggetto di contestazione risulta principalmente incentrata proprio sul vanto prestazionale di una velocità di navigazione molto elevata (non preceduta neppure dall’indicazione “fino a” o similari).
Sulla base di tale presupposto, l’indicazione di una velocità superiore induce il consumatore a ritenere che l’upgrade del proprio supporto tecnologico possa garantirgli prestazioni migliori. Prestazioni che non incrementeranno, tuttavia, senza l’ulteriore modifica di una o più variabili da cui dipende la velocità di navigazione effettivamente fruibile. Fra queste, importanza primaria riveste la tecnologia della rete disponibile in una determinata area geografica,anch’essa identificata a mezzo di valori riferiti alla velocità di connessione. Ciò è tanto più vero se si prende a riferimento la tecnologia di rete a 28.8Mbps, che non è stata ancora implementata. [..] Le condizioni di fornitura del servizio in oggetto, evidenziano, in particolare, il potenziale effetto confusorio generato dall’utilizzo del dato prestazionale con riferimento alla tecnologia della Internet Key, seppur esistente, ma necessariamente da ricollegare, per quanto interessa il consumatore, al dato prestazionale relativo alla rete di supporto implementata del gestore. Come evidenziato nelle proprie difese dal professionista, il dato relativo alla velocità è il criterio utilizzato per identificare commercialmente il tipo di tecnologia supportato dai singoli modelli di Internet Key. Tuttavia, il valore in questione viene percepito dal consumatore medio in termini di concreto utilizzo e specifici livelli qualitativi e prestazionali. L’utente non è infatti interessato alle astratte potenzialità del device Internet Key (28.8), ma alla concreta possibilità di fruire di un servizio di elevate velocità di navigazione, acquistando il prodotto reclamizzato. Conseguentemente, il riferimento alla teorica velocità della Internet Key appare fuorviante per il consumatore medio se non relazionato al dato relativo alla tecnologia di rete disponibile e, quindi, ricondotto a una funzionalità di concreto utilizzo che l’utente possa apprezzare.

L’Autorità evidenzia il messaggio ingannevole di una velocità pari a 28.8Mbps, in quanto non raggiungibile in alcun modo, nonostante la nuova tecnologia utilizzata (HSPA+) e i terminali idonei. Non è però possibile vantare una velocità così alta (28.8), in assenza di specifiche e puntuali precisazioni che possano delimitarne l’enfasi e conseguentemente mitigare le aspettative del consumatore rispetto alle funzionalità a cui lo stesso è evidentemente interessato.

L’Autorità appura anche che la scritta “Ready” presente sulle chiavette con la velocità massima raggiungibile, in assenza di altre precisazioni è fuorviante ed è necessario informare l’attuale impossibilità di raggiungere la velocità prospettata.

L’Autorità sottolinea anche come, nonostante si pubblicizzi una velocità di 28.8Mbps, venga omessa nell’informazione la policy del c.d. fair usage grazie alla quale Vodafone può di limitare la velocità di connessione in modo drastico: in questo modo l’informativa viene taciuta in modo ingannevole in quanto è potenzialmente rilevante ai fini dell’acquisto.

Così scrive ancora l’Antitrust:

Tale limitazione, fermo restando che non è qui in discussione la legittimità in sé dell’utilizzo di siffatti strumenti di controllo e monitoraggio della rete onde evitare fenomeni di saturazione per l’utilizzo massivo da parte di un numero limitato di utenti, deve essere adeguatamente segnalata ai consumatori. L’istruttoria ha evidenziato che la predetta limitazione può essere estesa per i 30 giorni successivi a tutte le applicazioni dei clienti che nel mese precedente hanno superato la soglia di 10GB di traffico mensile. L’applicazione della limitazione citata prevede una velocità massima di 128Kps in invio (upload) e di 64Kps in ricezione (download), senza distinzione in base al tipo di tecnologia supportata dal device in uso. Pertanto, l’importanza dell’informazione relativa alla policy descritta assume particolare rilievo nella campagna pubblicitaria a mezzo stampa (28.8Mbps) in quanto incentrata su una particolare velocità di navigazione e un servizio qualitativamente più elevato, che supera anche velocità contemplate nella maggior parte delle offerte consumer relative alla navigazione da postazione fissa. Limitatamente a tale aspetto e a tale campagna pubblicitaria, dunque, la mancata indicazione di tale limitazione, anche mediante uno specifico rinvio ad altra fonte informativa, integra un’omissione ingannevole in quanto elemento potenzialmente rilevante ai fini dell’orientamento di alcuni target di consumatori, data soprattutto l’entità della limitazione in questione che potrebbe non essere applicata da altri operatori.

L’Autorità contesta inoltre l’omissione nella campagna pubblicitaria della tariffazione internet a scatti di 15 minuti addebitata anticipatamente. La sanzione comminata è di 80.000 euro.

Nell’ultimo bollettino dell’Antitrust trova posto anche una seconda sanzione comminata a Vodafone per la pubblicità ingannevole della tariffa “Vodafone Tutto Internet” in quanto ai consumatori non sarebbero state fornite informazioni chiare, esatte e complete circa le effettive condizioni della promozione (canone mensile, costi oltre soglia, durata del vincolo contrattuale, costi di attivazione e di recesso anticipato).

Anche in questo caso l’Autorità ha giudicato la pratica commerciale ingannevole perché, omettendo o presentando in modo ambiguo e incompleto informazioni rilevanti in merito alle caratteristiche e alle effettive condizioni economiche il consumatore può essere indotto ad effettuare una scelta che non avrebbe effettuato in caso di informativa adeguata. La seconda multa è pari a 60.000 euro

Bisogna sottolineare ancora una volta la trasparenza di Mondo 3 definito da SosTariffe un “Guerriero della luce”:

“Per questo sono guerrieri della luce. Perché si interrogano. Perché cercano una ragione: e certamente la troveranno” P. Coelho

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