Chi vincerà la guerra dello streaming?

Meglio Infinity o Netflix? Faccio Sky Online o punto su TIMvision? Una cosa è sicura: a chiunque sia appassionato di tv – che siano film oppure serie tv, documentari o cartoni animati, spettacoli o sport – ora la scelta non manca. I competitor infatti hanno affilato sempre più le armi, soprattutto dopo l’arrivo di Netflix in Italia, ormai tre settimane fa. Ma alla fine ci sarà davvero un vincitore?

Chi vincerà la guerra dello streaming?

Prima del vincitore, la grande sconfitta

Una risposta difficile da dare, visto che tanti sono gli scenari che si profilano per questo promettente settore del mercato. Da una parte, una possibile specializzazione dei diversi competitor, anche in base alle licenze ottenute; dall’altra, al contrario, un mercato in cui le tipologie d’offerta della tv streaming rimangono simili e la scelta di un provider invece di un altro è legata solamente ai gusti di ciascuno spettatore.

È abbastanza certo invece che ci sarà (e in gran parte già c’è) uno sconfitto: la tv tradizionale, che non ha i mezzi per tenere il ritmo forsennato dei fornitori di tv streaming. I vantaggi di Sky Online, di Infinity, di TIMvision, di Netflix sono molteplici: un’offerta molto vasta, canoni in media minori rispetto alla pay tv più “classica”, nessun obbligo di abbonamento per più mesi di visione, e soprattutto la possibilità di usufruire dei contenuti un po’ dappertutto: con la smart tv e con il tablet, con lo smartphone e con la console di gioco.

La televisione ovunque

È, insomma, il paradigma della “tv everywhere”, come l’ha definita lo stesso Reed Hastings, CEO di Netflix, qualche tempo fa. Televisione dappertutto: non più confinata soltanto al salotto ma gestibile in mobilità, in ogni angolo della casa e anche fuori. Si inizia a vedere un film alla televisione e si finisce la visione a letto con il tablet, senza soluzione di continuità; oppure si è in coda dal dentista e si approfitta dell’occasione per guardarsi un pezzo di puntata della propria serie preferita. Insomma, le possibilità sono infinite.
Attiva Sky Online Intrattenimento »

La ricetta di Hastings

Reed Hastings ha più volte dichiarato di non temere la concorrenza, puntando su un ecosistema in grado di tollerare più player; del resto, secondo le ultime statistiche Netflix arriverà a superare i 100 milioni di abbonati nel 2018, e rispetto al 2012 sono più che raddoppiati gli utenti che accedono ai contenuti del colosso statunitense con un dispositivo mobile.

Ecco perché Hastings non si fa problemi a indicare i modi con i quali i competitor possono nei fatti rispondere all’offensiva di Netflix: il futuro, secondo il manager, passa attraverso la concessione delle licenze a diversi distributori da parte delle compagnie che producono i contenuti (ad esempio, Orange is The New Black è una produzione originale di Netflix, ma può essere vista sia su Netflix che su Infinity; New Girl, la sitcom con Zooey Deschanel, è pronta per la visione su Netflix e su Sky Online).

Bisognerà comunque fare i conti con chi nella tv tradizionale ancora ci crede, in primis ovviamente le aziende del settore: soprattutto i colossi. Time Warner, infatti (la padrona di HBO, che ha prodotto negli anni un po’ di tutto, da Sex & The City a Game of Thrones, passando per Silicon Valley a The Wire), ha recentemente comunicato agli investitori l’intenzione di diminuire il numero di contenuti da vendere a Netflix, perché ormai gli abbonati alla televisione via cavo sono sempre di meno e lo streaming continua a mietere successi.
Attiva Infinity »

Il segreto del successo

Netflix, malgrado qualche perplessità permanga soprattutto sulla ricchezza del catalogo italiano, domina comunque nel mondo per la strategia di investimento sia in contenuti di altri fornitori che in produzioni originali, e la sua posizione di forza a livello planetario è praticamente impossibile da mettere in discussione. Discorso del tutto diverso, invece, per l’Italia: qui la partita è ancora tutta da giocare.

Commenti Facebook: