Che cosa conviene tra l’abbattimento del mutuo e gli investimenti?

+Quando si riesce a mettere da parte qualcosa e magari si ha un mutuo trentennale sulle spalle che non si vede l’ora di estinguere, ci si trova di fronte a due strade. La prima è quella di abbattere il mutuo, evitando così di pagare il denaro degli interessi passivi maturati per le rate ora estinte; la seconda è quella di investire la somma, nel caso in cui il rendimento permetta di mettere in tasca più soldi di quanti eventualmente risparmiati con la prima opzione.

scegliere un mutuo, i migliori consigli
Come scegliere un mutuo? Bankitalia lo spiega in poche parole

La prima variabile da tenere in considerazione è la data di stipula del mutuo. Dal 2 febbraio 2007, infatti, per estinzione parziale o totale la banca non può più richiede penali; in caso contrario invece l’istituto di credito può chiedere una somma di denaro in base al contratto firmato, di cui bisogna tenere conto nel calcolo di convenienza. tra le due scelte. La penale massima può arrivare all’1,9% del debito residuo.

Bisogna poi considerare anche le agevolazioni fiscali sulla prima casa, una quota massima di 760 euro (per i mutui per l’abitazione principale è infatti possibile detrarre annualmente dall’Irpef una quota degli interessi pari al 19%, da calcolare sul monte massimo di quattromila euro). Infine, è bene ricordare che le banche italiane calcolano gli interessi con l’ammortamento alla francese, con una formula che concentra cioè nella prima parte del rimborso la quota di interessi mentre nella seconda prevale la quota capitale.

La differenza più importante, però, è data dalla natura del mutuo, se a tasso fisso o a tasso variabile. Per chi ha avuto la fortuna di stipulare un mutuo a tasso variabile prima della crisi, come quelli con spread inferiori all’1% rispetto ai tassi d’interesse di riferimento che si trovavano ancora prima del 2011, la convenienza vira decisamente sull’investimento; per chi ha un odierno mutuo a tasso fisso di quelli intorno al 4/5% è meglio procedere all’abbattimento almeno parziale del mutuo, visto che difficilmente si riuscirà a guadagnare di più con un investimento fruttifero della propria liquidità. Riassumendo, ecco i pro e i contro di ogni scelta:

Abbattimento del mutuo:

  • Se a tasso fisso, elevata quantità di interessi risparmiati
  • Se a tasso variabile, possibilità di cautelarsi dagli eventuali andamenti peggiorativi dei tassi
  • Possibilità di penali se mutuo stipulato prima del 2007
  • Piano di ammortamento poco conveniente
  • Mancata detrazione Irpef per i mutui prima casa

Investimento:

  • Possibilità di un guadagno netto, soprattutto rispetto a un mutuo a tasso variabile pre-2011
  • Crescita degli attuali conti deposito vincolati, con diverse possibilità di personalizzazione
  • Rischio di incertezza dei mercati
  • Difficoltà di trovare investimenti più remunerativi di un mutuo a tasso fisso
  • Scarsa appetibilità attuale dei titoli di Stato

E dove investire, quando si investe? Secondo un nostro recente studio, oggi i conti deposito offrono i rendimenti più alti, con un guadagno che sfiora le quattro volte quello dei titoli del debito pubblico. Allo stato attuale delle cose, i conti deposito possono offrire tassi d’interesse fino al 2,56% all’anno per cinque anni. Con il nostro comparatore, potete vedere quali sono le possibilità di guadagno con i parametri preferiti.
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