Cellulari, il tumore c’è ed è sui bambini

Stefano Quintarelli segnala la ricerca del professor Mario Canciani che riguarda l’uso del telefonino e i danni alla salute.

Il professor Mario Canciani, della clinica pediatrica dell’Azienda ospedaliero-universitaria Santa Maria della Misericordia e consigliere comunale di maggioranza, nonché componente dell’Associazione contro l’elettrosmog, avverte: «Se un bambino mentre telefona viene sottoposto a risonanza magnetica si vede che le radiazioni arrivano a metà cervello. Nell’adulto, invece, si fermano prima.

Tenuto conto però che il bambino ha tante cellule che si riproducono velocemente, queste stesse cellule inglobano le radiazioni che, alla lunga, possono causare un’alterazione del Dna.

Tuttavia Quintarelli fa presente due particolari osservazioni alla ricerca (e assurdità) che è corretto riportare:

Non è possibile, in campo medico, usare le Risonanze Magnetiche su pazienti che possano avere materiale ferromagnetico (es. schegge da un incidente); la Risonanza Magnetica del Professore invece non ha problemi ad avere al suo interno un telefonino.

Esistono anche molti limiti fisici:  far funzionare un apparato elettronico in una Risonanza Magnetica,  riuscire a rilevare i campi di un cellulare all’interno di una Risonanza Magnetica e riuscire a dimostrare che le onde elettromagnetiche rallentano fino a fermarsi in un cervello umano e non solo in un condensato di Bose-Einstein, è un impresa titanica, per non dire impossibile.

Comunque consigliamo la lettura anche di questo articolo

tp://blog.quintarelli.it”>Stefano Quintarelli segnala la ricerca del professor Mario Canciani che riguarda l’uso del telefonino e i danni alla salute.

Il professor Mario Canciani, della clinica pediatrica dell’Azienda ospedaliero-universitaria Santa Maria della Misericordia e consigliere comunale di maggioranza, nonché componente dell’Associazione contro l’elettrosmog, avverte: «Se un bambino mentre telefona viene sottoposto a risonanza magnetica si vede che le radiazioni arrivano a metà cervello. Nell’adulto, invece, si fermano prima.

Tenuto conto però che il bambino ha tante cellule che si riproducono velocemente, queste stesse cellule inglobano le radiazioni che, alla lunga, possono causare un’alterazione del Dna.

Tuttavia Quintarelli fa presente due particolari osservazioni alla ricerca (e assurdità) che è corretto riportare:

Non è possibile, in campo medico, usare le Risonanze Magnetiche su pazienti che possano avere materiale ferromagnetico (es. schegge da un incidente); la Risonanza Magnetica del Professore invece non ha problemi ad avere al suo interno un telefonino.

Esistono anche molti limiti fisici:  far funzionare un apparato elettronico in una Risonanza Magnetica,  riuscire a rilevare i campi di un cellulare all’interno di una Risonanza Magnetica e riuscire a dimostrare che le onde elettromagnetiche rallentano fino a fermarsi in un cervello umano e non solo in un condensato di Bose-Einstein, è un impresa titanica, per non dire impossibile.

Comunque consigliamo la lettura anche di questo articolo

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