Cashback blocco superpremio: cosa comporta per i consumatori

Fatta la Legge trovato l'inganno, questo detto è quanto mai attuale nella vicenda che vede a rischio il Cashback con blocco del superpremio. Nei primi mesi dell'anno i furbetti del rimborso sono ricorsi ad alcuni trucchetti per aumentare il numero di transazioni e salire di posizione nella classifica per il premio da 1.500 euro. Ecco cosa è successo e come potrebbe essere modificato il piano Cashback per evitare truffe

Cashback blocco superpremio: cosa comporta per i consumatori

Nelle scorse settimane sono partite le prime denunce e sui mezzi di informazione si sono moltiplicate le storie dei furbetti dei rimborsi, i loro comportamenti scorretti potrebbero portare allo stop del Cashback con blocco del superpremio da 1.500 euro. Queste notizie rischiano di portare ad un depotenziamento del pacchetto di rimborsi.

Secondo quanto previsto dal pacchetto rimborsi partito a Dicembre 2020, i consumatori che si sono iscritti al piano Cashback di Stato che effettuano il maggior numero di transazioni nel semestre Gennaio-Giugno 2021 potranno ricevere un premio extra, oltre al rimborso fino a 150 euro. La classifica potrà essere consultata dall’App IO o dalle applicazioni di Poste, Nexi o degli altri emittenti che partecipano al progetto.

Cos’è il Cashback?

Il Cashback è nato come piano per incentivare un maggiore utilizzo degli strumenti elettronici di pagamento e per contrastare, allo stesso tempo, l’evasione fiscale. Lo Stato si è impegnato a restituire fino al 10% degli acquisti fatti con le carte di credito o debito iscritte al sistema Cashback, fino al massimo di 150 euro per semestre.

Come ulteriore spinta per i consumatori è stato poi deciso di istituire anche un superpremio per i primi 100 mila utenti che nel semestre compiono il maggior numero di operazioni con bancomat o carta di credito. Solo che nel primo mese dalla partenza del progetto sono stati riscontrati dei comportamenti scorretti.

I furbetti dei rimborsi

Tra fine Gennaio e inizio Febbraio sono apparse sui giornali le prime storie dei furbetti del Cashback. Al centro di queste vicende c’erano dei distributori di benzina presi d’assalto dai consumatori che avevano studiato trucchetto per scalare la classifica del maxi premio dei rimborsi.

Uno dei primi casi raccontati è stato quello di un benzinaio in provincia di Cremona, un cittadino si è fermato nel distributore di Graziano Bossi e ha fatto rifornimento. Invece di effettuare un’unica operazione ha però pensato bene di suddividere la spesa in 5 diverse transazioni tra i 5 euro e i 2,44 euro a pagamento. Il signor Bossi che si trovava nell’officina che fa parte del distributore ha chiesto al cliente se ci fosse stato qualche problema con la pompa e l’automobilista ha semplicemente ammesso la sua strategia legata al premio del Cashback.

Ancora più clamoroso è stato un caso in provincia di Cuneo. Il titolare di un distributore di benzina di Caraglio si è ritrovato con 62 transazioni effettuate la sera precedente, alcune delle operazioni erano state di pochi centesimi di euro. Anche in questo caso l’unica ragione dell’anomalia era accumulare il maggior numero di transazioni.

Cashback blocco superpremio, ecco cosa sta succedendo

Il ricorso a questi espedienti sta spingendo il Governo Draghi a considerare di sospendere il superpremio fino a Dicembre. Se è vero che legalmente queste operazioni sono perfettamente legali, allo stesso tempo gli esercenti con questi micropagamenti si ritrovano a pagare delle commissioni molto elevate.

I distributori, ma non è l’unica categoria colpita da questa pratica dei furbetti, devono sostenere dei costi tanto più alti quanto è minore il valore della transazione effettuata. Le commissioni applicate infatti sono quasi nulle su importi di spesa consistenti e diventano sempre più onerose con il diminuire degli importi.

La Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti (FIGISC) ha immediatamente diffuso un comunicato in cui sottolinea come il comportamento dei furbetti del Cashback ponga diverse questi e comporti per i gestori dei supplementi di costo. Al momento purtroppo gli esercenti non possono però impedire questa nuova pratica, né si tratta di un comportamento illegale quindi chi continua ad utilizzare i trucchetti del rimborso non può essere denunciato.

Il Ministero dell’Economia, dopo le lamentele degli esercenti e vista la scorrettezza di questa pratica, stia valutando di modificare le regole del Cashback. Inoltre, dato che ormai la classifica per i 100 mila premi da 1.500 euro risulta falsata da questi trucchi, il Governo Draghi potrebbe arrivare a bloccare il superpremio.

Le restrizioni per sospendere i micropagamenti

Oltre a questo stop del maxi rimborso, i tecnici di PagoPa starebbero studiando un nuovo algoritmo per individuare questi micropagamenti anomali in modo da eliminarli dal conteggio finale. “Non è giusto che siano i gestori degli impianti ad andarci di mezzo”, ha così commentato l’accaduto il presidente della Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali di Confcommercio, Bruno Bearzi, sulle pagine del Messaggero.

Tra le misure che i tecnici stanno valutando di adottare per poter eliminare le pratiche scorrette da parte dei furbetti del Cashback ci sono: l’imposizione di un numero massimo di operazioni giornaliere presso un unico negoziante, decidere di conteggiare solo le transazioni maggiori ad 1 euro e introduzioni di sanzioni per chi ricorre a pratiche scorrette. Bisognerà attendere qualche giorno per capire se il Mef deciderà di modificare le regole e di stabilire dei paletti più stringenti o se opterà per un congelamento del superpremio per scoraggiare i furbetti.

I numeri del piano Cashback

Il piano Cashback potrebbe quindi subire dei cambiamenti piuttosto importanti. Finora questo programma ha fatto registrare una buona partecipazione, stando ai dati diffusi da Palazzo Chigi gli iscritti ai rimborsi di Stato sono stati più di 5,8 milioni e le transazioni registrate hanno superato i 63 milioni.

A Marzo sono previsti i primi accrediti del pacchetto speciale del Cashback di Natale, sono stati 3,2 milioni i partecipanti che sono riusciti ad accumulare il massimo dei rimborsi (150 euro). Secondo le statistiche diffuse dal Governo quasi il 49,6% degli utenti iscritto al Cashback otterrà tra 50 e 100 euro di rimborso sugli acquisti, mentre circa il 14,5% potrà avere tra 101 euro e 149 euro.

Perché non si vedono le transazioni sull’app

In molti si sono lamentati per alcuni problemi legati alla registrazione delle transazioni effettuate con le proprie carte di credito o debito. Se è vero che possono trascorrere diversi giorni tra l’acquisto e la visualizzazione del pagamento sull’app IO (problema che non si pone con le applicazioni degli emittenti), è stato anche riscontrato dai consumatori un problema con alcune operazioni.

I motivi per cui un pagamento con strumenti elettronici non viene registrato nel vostro conto Cashback possono essere due: l’emittente POS dell’esercente non ha aderito al programma, la transazione non è stata registrata quando avete strisciato o appoggiato la carta sull’apparecchio. PagoPa, gestore dell’app, ha spiegato che i pagamenti in modalità contactless non sempre vengono registrati dal sistema. Per evitare questo disguido chiedete sempre di effettuare la spesa inserendo la carta nel POS.

Come funzionano i rimborsi di Stato

Se non vi siete ancora iscritti a questo piano di rimborsi di Stato ecco alcune informazioni utili per registrarvi e partecipare al Cashback. Possono partecipare tutti i cittadini maggiorenni e residenti in Italia. Per poter iscriversi è necessario scaricare l’app IO e registrarsi con SPID, CIE 3.0 o CNS, oppure si possono utilizzare le applicazioni degli emittenti che hanno aderito: Poste Italiane, Bancomat Pay, app di Banca Sella, Enel X Pay, Flowe, Hype, Nexi Pay, Satispay, UniCredit, Yap.

Chi si iscrive con uno di questi sistemi convenzionati potrà registrare solo le transazioni operate con la carta associata a quell’emittente. Sull’app IO invece è possibile iscrivere ogni carta di credito o debito a voi intestata e ottenere il cashback su ogni operazione compiuta.

Il sistema dei rimborsi vi garantisce un rimborso pari al 10% delle somme spese entro un limite di acquisto di 1.500 euro. Per singola transazione potete avere un cashback massimo di 15 euro, questo significa del l’importo massimo conteggiato per le vostre compere è di 150 euro. Se acquistate un bene o un servizio che costa più di 150 euro potrete ottenere comunque un rimborso di soli 15 euro.

Il cashback viene suddiviso in 2 tranche, la prima va da Gennaio a Giugno e la seconda da Luglio a Dicembre 2021. In totale quindi potrete avere un rimborso di 300 euro. A questo premio si dovrebbe aggiungere il maxi bonus per i 100 mila utenti che fanno il maggior numero di transazioni nel semestre, ma come abbiamo raccontato questo incentivo potrebbe essere cancellato per i comportamenti scorretti di alcuni utenti.

L’applicazione ufficiale della Pubblica amministrazione vi consente anche di pagare le tasse, di versare il bollo e di comunicare con l’Agenzia delle Entrate. Per registrare i vostri strumenti di pagamento dovrete selezionare il menu Portafoglio, vi verranno poi chiesti i dati della carte e i codici di sblocco.

Per il piano rimborsi inoltre dovrete inserire sull’applicazione anche il vostro IBAN. Il Cashback infatti viene calcolato nei primi due mesi successivi al termine del periodo di accumulo dei rimborsi e vi viene poi accreditato direttamente sul conto corrente. Per ottenere supporto in caso di malfunzionamenti dell’applicazione è disponibile la pagina IO ti aiuto.

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