Carte di credito con fido a 3.000€: come trovarle

Le carte di credito con fido a 3.000 euro prevedono, come accade per tutte le carte di credito, una verifica da parte della banca per controllare che il richiedente sia effettivamente in possesso dei requisiti richiesti. Ecco qualche consiglio utile nel caso in cui se ne stesse cercando una.

Carte di credito con fido a 3.000€: come trovarle

Le carte di credito sono strumenti di pagamento che si differenziano dagli altri per la possibilità di poter pagare il mese successivo rispetto a quello in cui avviene l’acquisto, ovvero dopo la chiusura dell’estratto conto. 

Ne esistono tipologie differenti, tra le quali troviamo le carte di credito revolving: si tratta di una carta per mezzo della quale il titolare ha la possibilità di rimborsare a rate il saldo di fine mese. 

Le carte revolving sono dunque diverse rispetto alle carte classiche, le quali vengono solitamente dette “a saldo” poiché l’importo viene addebitato sul conto corrente associato alla carta direttamente nel mese successivo. Prima di capire come fare a richiedere una carta di credito con fido, analizziamo quello che è il loro funzionamento. 

Cos’è il fido

Le carte di credito con fido permettono al loro titolare di poter disporre di somme di denaro che, nella pratica, non possiede sul proprio conto corrente e che dovrà essere restituito nel rispetto di determinate modalità e tempistiche. 

Si tratta di carte che richiedono l’esistenza di un determinato rapporto tra il titolare e la banca: per questo motivo non sempre vengono rilasciate e comunque richiedono la presentazione della relativa documentazione di garanzia

Il fido bancario non è altro che la somma massima che la banca potrà concedere a credito al titolare della carta di credito, dunque nel caso di una carta di credito con fido a 3.000 euro rappresenta quello che il suo titolare potrà spendere in base alla disponibilità che ha sul conto, alla quale si aggiunge la somma del fido concesso dalla banca.  

Il fido è lo strumento con il quale la banca assume un’obbligazione nei confronti del venditore, permettendo al titolare della carta di concludere la transazione. Proprio in considerazione della sua natura, non ci potrà essere un fido illimitato, tranne in casi particolari in cui la banca conosca benissimo il suo correntista. 

Ci sono diversi elementi in base ai quali la banca concede una determinata somma come fido, la quale potrà essere pari a 3.000 euro, ma si potrà trattare anche di una somma inferiore o superiore. 

In particolare, tra le garanzie che vengono generalmente richieste, ci sono:

  • quelle di reddito, che corrispondono all’accredito dello stipendio o della pensione;
  • quelle patrimoniali, date da interessi e rendite che derivano da proprietà o partecipazioni in aziende. 

Tali elementi servono alla banca per avere la garanzia che il credito concesso potrà essere restituito. 

Le carte con fido possono essere concesse ai soggetti protestati?

Sulla base di quanto detto finora, è lecito chiedersi se le carte di credito con fido possano essere concesse a tutti quei soggetti che hanno avuto dei problemi a restituire un debito in passato. 

La risposta è negativa nella misura in cui è molto poco probabile che una banca riponga la sua fiducia su una persona che rappresenta un protestato, termine con il quale vengono indicati i cattivi pagatori

La banca avrà, inoltre, la possibilità di verificare l’affidabilità del richiedente grazie alla consultazione del registro dei cattivi pagatori. Discorso a parte può essere fatto nel caso in cui si voglia ottenere una carta di credito con fido a 3.000 euro senza busta paga

In tale evenienza si dovranno fornire delle garanzia patrimoniali e si dovrà verificare se il richiedente, pur non avendo un rapporto di lavoro, disponga di entrate periodiche che gli permettano di pagare eventuali debiti.

Come si richiede una carta di credito con fido

La carta di credito con fido a 3.000 euro dovrà essere richiesta presso la banca per la quale si è titolari di un conto corrente, quindi quella con la quale si ha un rapporto di fiducia da diverso tempo. 

La banca prende in genere in considerazione la giacenza media del conto nel momento in cui viene effettuata la richiesta: dopo l’emissione della prima carta di credito, sarà anche possibile fare richiesta di una carta con un fido più elevato

Indubbiamente la banca chiederà delle garanzie aggiuntive, che potranno avere natura reddituale oppure patrimoniale. Le procedure di accertamento dell’affidabilità creditizia del richiedente non sono sempre uguali, ma possono subire delle variazioni a seconda dell’istituto di credito. In genere, il passaggio che non viene mai evitato da tutte le banche è quello di controllare che il richiedente sia inserito nel registro dei cattivi pagatori, oppure no. 

Considerato quanto detto fin qui, prima di procedere con la richiesta di una carta di credito con fido a 3.000 euro si consiglia di trovare un conto corrente online che permetta al contempo di risparmiare sul suo costo di gestione e di poter ottenere la carta di credito desiderata con maggiore facilità. 

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Le carte revolving

Vengono chiamate carte revolving quelle carte di credito in cui le cifre che sono state spese o prelevate vengono pagate a rate. Negli ultimi anni si sono diffuse anche le carte optional revolving, ovvero quelle in cui si può scegliere il diverso tipo di rateizzazione tra:

  • un importo fisso che viene calcolato su degli scaglioni;
  • un tasso di interesse di tipo contrattuale. 

Questa tipologia di carta di credito può essere richiesta alle banche e agli istituti finanziari, i quali potranno decidere se rilasciare la carta oppure no sulla base dei controlli effettuati sul soggetto che ne ha fatto richiesta. 

Tra i requisiti che vengono considerati indispensabili in alcuni casi, ci sono per esempio il fatto che si debba essere titolari di un conto corrente presso la stessa banca alla quale è stata richiesta la carta revolving, in modo tale che la procedura di rilascio sia più rapida. 

Tra le varie società alle quali si può richiedere una carta revolving, ci sono per esempio Agos, Fiditalia, Compass, Findomestic e American Express. Un esempio di carta è la Blu American Express, la quale si caratterizza per la possibilità di poter scegliere l’opzione a saldo oppure quella a rate. 

Nel caso di richiesta diretta ad American Express, la procedura prevede l’invio online, oppure tramite call center. Nell’ipotesi di richiesta tramite banca, invece, si potrà generalmente scegliere tra:

  • la compilazione di un apposito modulo che si dovrà consegnare allo sportello bancario;
  • l’invio della domanda tramite i servizi di Internet banking. 

In generale, nel caso in cui si fosse alla ricerca di una carta di tipo revolving, si potrà utilizzare il comparatore di conti correnti di SOStariffe.it, che è disponibile nella relativa sezione del sito dedicata alle carte. 

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La scelta di una carta revolving: consigli utili 

Qualora si avesse intenzione di fare richiesta di una carta revolving, ci sono alcuni elementi di una certa importanza da non sottovalutare. In particolare, si tratta:

  • del T.A.N., ovvero il Tasso Annuo Nominale, che viene chiamato anche “interesse puro” e che non considera i costi commissionali, motivo per il quale non corrisponde al reale costo del finanziamento;
  • del T.A.E.G., cioè del Tasso Annuo Effettivo Globale, il quale, a differenza del precedente, permette di avere un’indicazione più affidabile circa il reale costo del prestito, in quanto contiene anche le spese di istruttoria, quelle assicurative e l’attività di mediazione, ma esclude voci quali le commissioni per inadempimento, le spese di massimo scoperto, i costi per il trasferimento fondi;
  • delle Spese Fisse, ovvero di quei costi che non dipendono dall’utilizzo effettivo dello strumento, come per esempio la quota associativa annuale;
  • del T.E.G.M., acronimo di Tasso Effettivo Globale Medio, che è stato introdotto nel 2011 e consente di individuare in modo più diretto il costo complessivo necessario per la valutazione della soglia di usura (e che viene pubblicato con periodicità dalla Banca d’Italia). Il T.E.G.M. viene di solito calcolato su base trimestrale.

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