Carta di Bologna: presentato il disegno legge Rca

Le sigle della Carta di Bologna, che riuniscono numerose sigle (in primis, Federcarrozzieri di Davide Galli), hanno appena presentato il disegno legge Rca. Che rivoluzionerà il settore assicurativo. Ecco infatti quali sono i princìpi base della possibile riforma Rc auto.

Rca, rivoluzione in atto

In difesa dei danneggiati

Il primo obiettivo della Carta di Bologna è favorire la libera cedibilità dei crediti risarcitori tra il danneggiato e il riparatore: l’automobilista si fa aiutare dal carrozziere a ottenere un equo e rapido risarcimento.

Quindi, niente accordi preventivi per tra carrozziere e assicuratore: altrimenti, aumenterebbe in modo esponenziale il potere contrattuale delle Compagnie nei confronti del libero artigiano con il rischio di riparazioni non sicure.

Oltretutto, se non ci fosse la cessione del credito al carrozziere, molti riparatori sarebbero tentati di lavorare al costo della manodopera imposta dalle Assicurazioni: farebbero tutto in fretta, a discapito della qualità del lavoro e della sicurezza del mezzo. E con la proliferazione di aziende insalubri, disposte a tutto pur di stare “dentro i costi”: vedi lavoro nero.

Sul modello francese

La Carta di Bologna vuole favorire nei contratti assicurativi la libera scelta del riparatore come previsto dalla Legge Hamon recentemente approvata in Francia. Il carrozziere può essere indipendente così come convenzionato.

Le sigle capitanate da Federcarrozzieri vogliono favorire la libera portabilità dei premi assicurativi come previsto dalla Legge Hamon, recentemente approvata in Francia, e che potrebbe fornire un elemento di concorrenzialità anche in presenza di mercati oligopolistici, come è peraltro successo per la portabilità dei numeri dei cellulari.

Così, in qualsiasi momento, l’assicurato sarebbe libero di cambiare Compagnia. Senza che sia necessario attendere la fine dell’annualità contrattuale Rca.

Lesioni fisiche: massima tutela

La Carta di Bologna reputa inammissibili tutte le proposte che vogliono limitare il valore del danno alla persona evitando un ennesimo regalo alle Assicurazioni.

Un altro obiettivo è evitare di limitare l’uso della vista nella valutazione del danno fisico: non esiste solo lo strumento che evidenzia la lesione fisica. Non si deve canalizzare il danneggiato presso le strutture sanitarie delle Compagnie.

La Carta di Bologna chiede, inoltre, che venga ripristinata l’indiscutibilità di un equo risarcimento a fronte di lesioni in seguito ad incidenti stradali, siano  queste micro (sotto il nove per cento di invalidità permanente) o macro (sopra il nove), ripristinando la libertà di valutazione del danno da parte  del medico legale, nonostante le nuove normative ne disconoscessero la  professionalità in favore di esami clinici verificabili, spesso costosi e talvolta  invasivi o non necessari.

Un gruppo eterogeneo

Ricordiamo che la sigla Carta di Bologna ci sono circa 30 associazioni ed enti operanti nel settore, tra queste: Associazione familiari vittime della strada (Aifvs), Federcarrozzieri, il Sindacato italiano specialisti in medicina legale e delle assicurazioni (Sismla), Assoutenti, il Comitato unitario patrocinatori stragiudiziali Italiani (Cupsit), la Commissione Rc dell’Organismo unitario dell’avvocatura (Oua), l’Unione avvocati responsabilità civile e assicurativa (Unarca), l’Associazione Culturale Mo Bast!, l’Associazione Valore uomo, lo Sportello dei diritti.

Le sigle all’attacco

“Non è più sopportabile varare con cadenza annuale misure tese a decurtare i risarcimenti per il danno alla persona e consolidare un oligopolio assicurativo, bisogna al contrario usare pochi e semplici strumenti proposti dalla carta di Bologna utili per salvaguardare i diritti delle vittime in un contesto di maggiore concorrenza sul mercato”, ha spiegato Stefano Mannacio, del Cupsit.

Secondo Mannacio, poi, è fondamentale che si stimoli la concorrenza. Oggi, in Italia, l’80 per cento del mercato Rca è in mano quattro colossi assicurativi: occorrono veri enti di controllo per evitare situazioni così paradossali.

Mannacio si interroga anche sull’efficacia dell’Antitrust, che dovrebbe tutelare la libera concorrenza della Rca in Italia, e dell’Ivass, l’Istituto di vigilanza sulle Assicurazioni. Due autorità, dice Mannacio, che negli ultimi anni hanno sempre sposato le tesi dell’Ania, l’Associazione delle Compagnie.

E Davide Galli, presidente della Federcarrozzeri, rincara la dise “gli artigiani non vogliono diventare terzisti delle imprese assicuratrici che con il loro enorme potere contrattuale potrebbero impoverire il settore al punto tale che a risentirne potrebbero essere la bontà e la sicurezza delle riparazioni. Rispondiamo a chi vuole accordi al ribasso con le compagnie assicuratrici con la carta di Bologna che propone trasparenza nel mondo della riparazione, sicuramente a beneficio di tutti”.

Sulla stessa linea Furio Truzzi, presidente Assoutenti: “Il danneggiato deve essere libero di scegliere dove farsi curare, dove farsi riparare il veicolo, dove rivolgersi per ottenere i servizi di tutela migliori. L’assicurato non deve invece essere costretto ad alcun vincolo per la parte obbligatoria della polizza”.

L’altro disegno di legge

Per completezza, segnaliamo che in Parlamento giace il primo (in ordine di tempo) disegno legge Rca Zanonato, quello del Governo Letta. Contiene norme che, se varate, e se trasformate in legge, denuncia la Carta decreteranno la fine del risarcimento per dare il via all’epoca di una forma generalizzata di indennizzo  su valori richiesti dalle imprese assicuratrici e imposti dal legislatore.

Stando alla Carta di Bologna, con il disegno legge Zanonato, l’assicuratore potrà, inoltre, decidere di non risarcire più  voci di danno quali la demolizione e la re-immatricolazione del veicolo, penalizzando le fasce più deboli che posseggono veicoli di minor valore.

Confronta assicurazioni auto 

Commenti Facebook: